Bolsena, impianto sì o no? L'"imputato" replica duramente

Geotermia, Righini attaccato sui social: “Quanto ti piace distruggere il lago degli Etruschi?”

Non ha tardato ad arrivare la reazione di Righini che, con mano pesante, non solo ribatte "l'hater" ma attacca le amministrazioni tutte dei comuni lacustri

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diego righini al tg1
Diego Righini di Geotermia Italia spa

Continua la polemica riguardante la geotermia sul lago di Bolsena.

Questa volta, però, sono i social il luogo dove si sviluppano forti aggressioni e critiche nei confronti di Diego Righini, amministratore della società Geotermia Italia Spa, che si dovrebbe occupare della costruzione dell’impianto di Castel Giorgio, il cui progetto è stato approvato in seno al Consiglio dei Ministri dello scorso 31 luglio.

Il progetto, i cui lavori dovrebbero partire a fine novembre, aveva già in estate fatto parlare di se. Molte le preoccupazioni della comunità lacustre che, a partire dalle amministrazioni locali e concludendo con la cittadinanza, si è opposta con energia alla costruzione dell’impianto e ai suoi potenziali “effetti indesiderati”, spesso smentiti dallo stesso Righini.

A qualche giorno fa risale “l’aggressione”, giunta tramite social, nei confronti dell’amministratore di Geotermia Italia Spa e portata avanti da una “ex cittadina indignata”. La domanda è secca e lascia spazio a poche interpretazioni: “Quanto ti piace distruggere il lago degli Etruschi?”.

Non ha tardato ad arrivare la reazione di Righini che, con mano pesante, non solo ribatte “l’hater” ma attacca le amministrazioni tutte dei comuni lacustri: “Per ora chi lo ha distrutto sono le amministrazioni intorno al Lago di Bolsena che hanno sversato detersivi e liquami, lei è complice o li ha combattuti?”.

Un’accusa forte quella di Righini, che punta il dito senza esitazione contro le amministrazioni dei comuni lacustri con un “j’accuse” non nuovo e già in precedenza rivolto, sempre via social, nei confronti del sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli: “Il Sindaco sparla della geotermia mentre fa morire il lago con la sua gestione delle fogne e dei rifiuti. Vergognatevi!”

La polemica, quindi, prosegue. Le comunità del lago non hanno mandato giù il boccone amaro e, per il futuro, non sono da escludere nuove mobilitazioni ed opposizioni.

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