Giallo di Ronciglione: conto alla rovescia sulla sorte dell’ex fidanzato indagato

Il pm Pacifici aveva chiesto l’arresto per il fidanzato della defunta Arcuri. Il gip aveva rigettato.

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caso arcuri

Giallo di Ronciglione con la caduta dalle scale di Maria Sestina Arcuri e conseguente morte: il tribunale della libertà di Roma decide in queste ore le sorti di Andrea Landolfi, l’ex fidanzato della defunta e indagato dalla procura viterbese. Che tramite il pm Franco Pacifici, che si occupa del caso, più di due mesi fa aveva chiesto la misura di custodia cautelare in carcere. Istanza rigettata a metà aprile dal gip Francesco Rigato. Ma Pacifici non si è dato per vinto, e pochi giorni dopo si è appellato al riesame. A ore la sentenza.

I fatti. La notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, dopo una serata per locali, il 30enne romano e la ragazza di 26 (originaria del sud ma residente a Roma da molti anni) stanno nell’appartamento di Ronciglione, di proprietà della nonna di Landolfi, dove dimorano per il fine settimana. Lui ha sempre sostenuto che i due fossero scivolati dalle scale per andare nella mansarda. Una caduta accidentale per cui la ragazza avrebbe sbattuto la testa a terra. In quel momento non sembrava una caduta tanto grave. Infatti, ha raccontato il ragazzo, la 26enne sarebbe andata a dormire, poco dopo lei non si sente bene. Perde sangue e i sensi: viene chiamata l’ambulanza. La corsa all’ospedale e in seguito la morte. Fatta l’autopsia, i medici legali dissero che le lesioni nel corpo della giovane non erano compatibili con la dinamica della caduta dalle scale.

Da qui, il pm si convince che la versione del ragazzo fa acqua da tutte le parti e chiede l’arresto. Il giudice rigetta l’istanza, e ora si è davanti al tribunale del riesame.

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