Giallo di Ronciglione, donna muore cadendo dalle scale. Il fidanzato attende la sentenza per il carcere

Oggi si terrà l’udienza a carico di Andrea Landolfi Cudia, il 30enne romano accusato dalla procura di Viterbo di omicidio e di omissione di soccorso.

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Sulla morte di Maria Sestina Arcuri oggi la Cassazione decide se il fidanzato indagato andrà in carcere. Sul giallo di Ronciglione, infatti, si scrive un’altra pagina: c’è l’udienza a carico di Andrea Landolfi Cudia, il 30enne romano accusato dalla procura di Viterbo di omicidio e di omissione di soccorso.

Era la notte del 3 febbraio 2019, quando a Ronciglione, in un appartamento in via Papirio Serangeli, di proprietà della nonna di Landolfi, avviene la caduta dalle scale di una ragazza. Che viene portata all’ospedale di Belcolle dove muore due giorni dopo, nonostante un intervento chirurgico alla testa. Per la procura di Viterbo e per il pm Franco Pacifici, che coordina le indagini, è stato il ragazzo della Arcuri il colpevole. Per questo viene chiesto l’arresto, che però il giudice per le indagini preliminari di Viterbo non concede.
Ma ai primi di giugno il tribunale del Riesame di Roma, interpellato dal pm Pacifici, ribalta la decisione del gip di Viterbo e dispone l’arresto per l’unico indagato per la morte della Arcuri. Per oggi è fissata l’udienza in cui la suprema corte dovrà decidere sulla misura cautelare del trentenne.

Il quale è difeso dall’avvocato romano Luca Cococcia, che ha fatto il ricorso alla Cassazione. E che subito dopo la sentenza del Riesame dichiarò: “In 26 anni di professione non mi era capitato un appello della procura avverso un’ordinanza di rigetto del gip”. E ancora: “La Cassazione è facile a fare inammissibilità, quindi bisogna stare attenti a non commettere il piccolo errore e a non scendere troppo nel merito. Mi dovrò limitare ai motivi eminentemente di diritto, di legittimità. Il mio obiettivo è arrivare in udienza”.

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