Per il sindaco di Civita Castellana opportuno prima intraprendere altre azioni, tra cui superare la questione dearsenificatori

Giampieri e il suo No all’assemblea Talete: “Socio privato? Solo come extrema ratio”.

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“Il socio privato solo come extrema ratio”.

Parte da questo assunto il voto contrario del sindaco di Civita Castellana Luca Giampieri all’ordine del giorno approvato nell’assemblea Talete di lunedì.

Ordine del giorno tra l’altro ampliato, su sua richiesta, perché originariamente si faceva riferimento soltanto al socio privato e alla cessione del 40% delle quote societarie.

“Ho rappresentato – spiega il primo cittadino civitonico – che prima di andare a fare la scelta di portare avanti il privato era opportuno fare altre azioni”.

Nonostante il ‘nuovo’ documento però Giampieri ha votato No “perché sono per l’acqua pubblica e vedo l’ingresso dei privati solo come extrema ratio”.

E spiega quali azioni si devono intraprendere: “La ricerca del recupero il più possibile delle morosità, circa 27 milioni di crediti degli utenti, e assolutamente recarci in Regione per superare il discorso dearsenificatori. Perché tale sistema non può andare avanti, non ci possiamo caricare di 9 milioni di euro l’anno per il mantenimento degli impianti, dobbiamo passare alla miscelazione delle acque. E di questo si deve occupare l’amministrazione regionale” dichiara.

E ancora, tra i passi da compiere, le linee di credito.

“La ricerca di liquidità da parte delle banche, già ci siamo recati insieme all’amministratore unico Genova presso un istituto di credito e poi, una volta che entrano le società, ci sono gli adeguamenti – non gli aumenti tiene a puntualizzare – tariffari e quindi di nuovo il tentativo del finanziamento Arera”.

Giampieri amplia poi il discorso sull’Ato “da cui Magliano e Campagnano romano hanno chiesto di uscire. Noi dovremmo potenziare e far entrare il più possibile i Comuni, non farli uscire altrimenti il sistema non funziona, non si sostiene”.

Inoltre per il primo cittadino sarebbe opportuno intervenire con una modifica sugli Ambiti territoriali ottimali.

“L’Ato 1Roma e quello di Viterbo potrebbero diventare un unico Ato, perché a fronte di tanta linea e poche utenze sarebbe compensato da Roma che in rapporto alle tante utenze ha poca linea” è l’idea di Giampieri, condivisa da tutti i sindaci.

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