Giggino scopre l’ “anglese”! E si presenta: “My name is Luigi Of Maio”…

E lo scandisce a fatica ma a voce alta, felice come una Pasqua: "My name is Luigi Of Maio"

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Ieri sera, ore 18-20. In una saletta riservata – e già ben addobbata a festa – della Farnesina, Giggino “il bibitaro” segue con mistica attenzione la sua prima lezione d’inglese. Il docente, scelto e inviato dai laburisti alleati dei neo-amiconi Piddì, esordisce con le preposizioni semplici. A partire da: “di”=”of”. O’ ministro scopre dunque qual’è il nome con cui deve presentarsi a dovere nei consessi internazionali… E lo scandisce a fatica ma a voce alta, felice come una Pasqua: “My name is Luigi Of Maio”. Cerca con gli occhietti che sprizzano vivace e partenopea furbizia il consenso del severo professore, ma costui si gira di botto dall’ altra parte, giusto in tempo per non svelare la sua sganasciata reazione, che per fortuna non arriva al promettente statista suo interlocutore. Giggino è perplesso: “Ch’ aggio avrò sbagliato?”, si domanda. Boh… Vabbè. Iamm’ avanti. La “full immersion” prosegue. Lo scolaretto-modello viene erudito sulle capitali dell’Europa che dovrà battere in lungo e in largo, sempre e dovunque ossequioso (come gli ha già raccomandato il suo premier e carnefice, Giuseppe Conte in Merkel). Tra i vaghi ricordi della sua breve ma intensa stagione scolastica (un “coitus interruptus”), gli frulla nella capoccella – quando tocca alla Gran Bretagna – una parola ‘no poco difficile… del tipo “Londindon”, “Londreness”, “Londranden”… Finché arrischia: “Sì, Londonderry!”. Guata speranzoso l’ ometto che ha di fronte, affranto dall’ imbarazzo del dover pronunciare un “mi spiace, signore… non è esatto”. E allora l’ interdetto gentleman la prende alla lontana per attutire l’ impatto della cazzatona. “My fault, minister… Colpa mia, ministro. Le ho parlato troppo presto della guerra nell’ Irlanda del Nord… E certo le è rimasto impresso quel nome… Beh, ci torniamo la prossima volta… Per ora si aiuti così: London, e pensa alla Brexit… Londonderry, e pensa alle bombe dell’ IRA… Non potrà confondersi!”. Of Maio si alza e ripete sillabando a pappagallo: Londonderry-Brexit; London-bombe… Ci sono, stavolta”. Eh sì… Ci siamo anche noi.. Umiliati e offesi come italiani. Vi immaginate il suo primo vertice UE? I nomi di ventisette capitali deve imparare o’ scugnizzo! E lì non può toppare… Ce la farà a non coprirsi di ridicolo? Non ci scommetterei un soldo, anzi un penny, bucato.

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