Giornata in memoria delle vittime del terrorismo: da Aldo Moro a Pietro Cuzzoli, Ippolito Cortellessa, Antonino Rubuano

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“Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”. Sono le parole scritte in una delle ultime lettere di Aldo Moro alla moglie.

Ricorre oggi l’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro.

Il suo cadavere venne ritrovato infatti il 9 maggio 1978 all’interno di una Renault, posteggiata in via Caetani e Roma.

Moro venne assassinato dal commando che l’aveva sequestrato, nella Capitale, in via Mario Fani, sterminando gli uomini della sua scorta.

Proprio in questa data si celebra la giornata in memoria delle vittime del terrorismo, istituita nel 2007, e celebrata per la prima volta il 9 maggio dell’anno successivo.

Nacque per tributare un doveroso riconoscimento dell’Italia alle vittime e per dare un sostegno morale e la vicinanza umana alle loro famiglie.

E’ considerato vittima del terrorismo e della criminalità organizzata chiunque, cittadino italiano, straniero o apolide, sia deceduto o abbia subito un’invalidità permanente per effetto di ferite o lesioni causate da tali atti.

Questa giornata unisce, nel ricordo, tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di matrice estremista.

A Viterbo, si ricordano, in particolare, il maresciallo Cuzzoli e l’appuntato Cortellessa, uccisi barbaramente l’11 agosto del 1980 a Ponte di Cetti.

Impegnati nella ricerca degli autori di una rapina a un Istituto di Credito viterbese, durante un’ operazione volta al controllo di elementi sospetti, furono aggredito dagli autori del fatto che si erano mimetizzati tra un gruppo di persone in attesa di un mezzo del trasporto urbano.

Il maresciallo Cuzzoli, benché ferito mortalmente, ingaggiò una violenta colluttazione con uno dei criminali, riuscendo a ferirlo. L’appuntato Cortellessa accorse in difesa del suo collega, ma venne a sua volta assalito da un’altra persona e ferito mortalmente da una terza che era sopraggiunta nel frattempo.

Il fatto fu rivendicato da “Prima Linea”, e poi attribuito a questa organizzazione eversiva di estrema sinistra.
I due militari, si sono spinti con assoluta dedizione al dovere “fino all’estremo sacrificio”.

Nello stesso giorno, morì anche il maresciallo maggiore Antonino Rubuano a Montefiascone, in un incidente stradale, nel corso di indagini e nell’inseguimento dei terroristi.

Saranno numerose oggi, in questa occasione, come ogni anno, le iniziative editoriali, televisive, radiofoniche e social che verrano diffuse.

Onore e merito a tutte le vittime del terrorismo.

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