Giornata mondiale della biodiversità: “Siamo parte della soluzione”

Oggi, Sabato 22 Maggio, è la Giornata mondiale per la tutela della biodiversità, non un obiettivo passato ma un traguardo lontano da raggiungere.

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Parco Nazionale Velino, biodiversità
In foto il Parco del Velino Sirente, sugli appennini abruzzesi

Siamo parte della soluzione” è lo slogan scelto per il 2021, in continuità con quello individuato per il 2020: “Le nostre soluzioni sono nella natura“.

L’evento istituito nel 2000 dalle Assemblea generale delle Nazioni Unite ha l’arduo compito di aumentare la consapevolezza dell’importanza della biodiversità. La nostra civiltà si basa sulle risorse naturali e il progressivo ridimensionamento di esse non è altro che conseguenza delle scelte umane negli ultimi 20-30 anni.

Banalmente, senza star qui a filosofeggiare, la tutela dell’ambiente è fondamentale per la sopravvivenza umana.

Ma, in Italia, come vanno le cose? Risponde la Legambiente con il documento che fa il punto sullo stato di salute nazionale, sui principali fattori di rischio e sulle principali strategie per contrastarli. Il rapporto ‘Biodiversità a rischio 2021’ spiega che a preoccupare maggiormente nel Belpaese è la flora appenninica. Ma scendendo di quota la situazione non migliora. La pesca incontrollata e i cambiamenti climatici stanno influenzando pesantemente la biodiversità marina. In particolare, nel Mar Adriatico, il 90% degli stock ittici risulta in sfruttamento.

Sembra andare in completa controtendenza la Regione Abruzzo, che pochi giorni fa ha tagliato 10 mila ettari del Parco Nazionale del Velino Sirente. A tutela di cementificatori e cacciatori, piuttosto che alla biodiversità. Simbolo di quanto nella realtà di tutti giorni sia ancora un argomento che riceve poche attenzioni e interesse dalle amministrazioni. Si tratta infatti di un argomento definibile quasi “taboo“. Chi mostra anche un pur minimo interesse verso di esso, a discapito di asfalto, cemento, pesca e caccia spregiudicate, viene spesso visto come “diverso” e “eccessivo”.

Il decennio 2020-2030 è appena iniziato, dovrebbe essere quello che ci porterà all’economia a impatto zero, ma con queste premesse sembra più che inverosimile.

Appuntamento al 22 Maggio 2030.

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