Giorni violenti, giù il velo dell’ipocrisia! Tanti mali e un’emergenza: gli adolescenti. Ho un’idea per loro…

Ci hanno assicurato (e c' abbiamo creduto) che Viterbo è un' oasi di tranquillità, un posticino da pensionati in cerca di un idilliaco crepuscolo, una città trasparente e sotto controllo, un paradiso per i turisti che (non) arrivano... Favolette, amici miei!   

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Pochi giorni di fattacci orribili e violenti, e il misericordioso e colpevole velo è stato impietosamente strappato. Ci siamo raccontati – ci hanno raccontato – che “tutto va bene, madama la marchesa”… Ci hanno assicurato (e c’ abbiamo creduto) che Viterbo è un’ oasi di tranquillità, un posticino da pensionati in cerca di un idilliaco crepuscolo, una città trasparente e sotto controllo, un paradiso per i turisti che (non) arrivano… Favolette, amici miei!

Sapevamo bene – ma non conveniva tirarlo fuori – che il fuoco covava sotto la cenere. Che l’ inchiesta sulla mafia calabrese non è stata una “boutade”. Che le infiltrazioni camorristiche lambiscono le gloriose mura. Che il consumo di droga è al di sopra della media nazionale. Che – tra le pieghe della legalità – alcuni locali notturni nascondono insidie e pericoli. Che l’ immigrazione clandestina non è stata affatto sconfitta.

Che i nostri giovani – il futuro su cui bisognerebbe investire – non sanno letteralmente dove cavolo andare a svagarsi sanamente, che vagano per il centro alla ricerca di un qualcosa che non c’è, che affollano le discoteche perché non hanno altro da fare, che cominciano a sorseggiare alcoolici troppo presto, che chiedono strutture e centri dove ritrovarsi e nessuno li ascolta, che non c’è un cinema, che non c’è un evento organizzato per loro, che per la fascia d’ età più delicata e più a rischio – tra i 13/14 anni e i 18/19 – non c’è il becco di niente.

Brutta cosa. Perché la noia è l’ anticamera di eccessi e stramberie. E può spingere verso lidi fangosi. Sì… Io, un padre come migliaia di voi, sono preoccupato (preoccupatissimo) per i nostri adolescenti che ciondolano senza meta, inebetiti dai telefonini e dai loro inganni. Gli altri mali che ho indicato sono – più o meno – fisiologici. Comuni a due terzi e più delle città. Il vuoto di valori morde dappertutto. Viviamo tempi duri. È, ahinoi, la normalità di questa società lesta a seppellire le radici. Ma – porca miseria! – sulla disattenzione nei confronti dei nostri fragili ragazzini e ragazzine non mi rassegno. Non l’ accetto. Non la giustifico. Sono il nostro tesoro, loro. Da custodire gelosamente. Da proteggere e far sbocciare. Da aiutare ed educare. Ma intelligentemente, coinvolgendoli in cose che li stimolino. Che gli piacciano. Non per sentirli commentare “ma che palle, ‘sta roba!”.

Sarò un pazzo scatenato, un povero illuso, un sognatore a gogò, ma io voglio creare – me lo sono ficcato nel testone – un festival dedicato a loro! Il “Festival delle Emozioni”… Perché questi poco più che bambini – questi adulti tra poco – sono preda di un flusso di emozioni forti, difficili a controllare, che non sanno tradurre in comportamenti equilibrati. E io voglio offrire un contributo per indirizzare nel modo giusto questi impeti da tempesta ormonale.

Una settimana – anche meno , tre/quattro giorni – dedicata a loro! Festa e riflessione… Sui loro argomenti, sui loro interessi. Sui loro sogni. Spettacoli e incontri. Musica e parole. Divertirsi imparando. “Mission impossible”? Non lo so… Io voglio provarci! Quei pochi (temo) che condividono questa intenzione, si mettano in contatto, alzino un dito, diano una voce. Ne vale la pena! Resterò solo? Chissenefrega… Tenterò lo stesso. Vediamo se riuscirò a incrinare (almeno incrinare) questo muro di gommosa indifferenza.

Li mandiamo allo sbando i nostri figli? Pensateci… Ma poi non piangete se la vostra pigrizia diventa corresponsabile di mali e di guai irreparabili!

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