Giovanni Feo: etruscologo innamorato del lago di Bolsena

Capita nel mondo della scienza che alcuni sono baciati dalla fama e dal successo per le loro visioni, mentre altri, non meno validi, non godono di altrettanti riconoscimenti.

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Del prof. Pallottino, eminenza massima dell’etruscologia, abbiamo recentemente ricordato il suo 110° anniversario della nascita e della sua vita interamente dedicata agli studi sul misterioso popolo che ha vissuto sulle nostre terre, ma, purtroppo oggi, dobbiamo segnalare che a soli settantanni, è mancato Giovanni Feo, un altro studioso, meno noto, perché “fuori dal coro”.

Capita nel mondo della scienza che alcuni sono baciati dalla fama e dal successo per le loro visioni, mentre altri, non meno validi, non godono di altrettanti riconoscimenti.

Il mondo accademico spesso si chiude in se stesso e non ammette “estranei”.

Gli studi di alcuni, fuori dall’Accademia, sono spesso bollati come fantasiosi, anche se con il tempo poi vengono apprezzati. Noi, nel nostro territorio vulsineo abbiamo avuto un grande scopritore di tesori nascosti. Parliamo di Alessandro Fioravanti, sempre avversato dalle sopraintendenze, ma vero iniziatore riconosciuto della archeologia subacquea.

Giovanni Feo, romano, ma residente a Pitigliano da oltre un quarantennio, era uno “sconosciuto” al mondo accademico, ma profondo ricercatore archeologico che ha trovato sul Poggio Rota ai confini della nostra Provincia un tempio astronomico di epoca pre-estrusca, come i circoli megalitici posti sulle alture dell’Etruria come il Monte di Vulci, del monte Amiata, del monte Labbro, Monte Becco, Poggio Buco e Voltone.

Feo rappresentò che il tempio etrusco di monte Landro, altura sopra Bolsena, che non era databile al III° sec. ma al V° a.c. ed era un importante “fanum” (sede della divinità) allineato e orientato con altri delle vicine zone. Egli, dimostrò per primo una “geografia” sacra in duro contrasto con la archeologia “ufficiale” che definì spesso le come visioni le sue teorie.

Fu un importante studioso dei miti e misteri del Lago di Bolsena.

Ricordiamo di lui un’importante Conferenza tenuta presso il Museo della navigazione ed acque interne di Capodimonte ed invitandovi alla visione del video allegato.

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