Il colonnello Pecorari illustra il bilancio operativo del 2020. Accertati 700mila euro percepiti indebitamente con il reddito di cittadinanza

Giro di vite della finanza contro evasione e lavoro nero

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VITERBO – Si è svolta questa mattina, presso la sede del Liceo Ginnasio Mariano Buratti di Viterbo, ex militare delle Fiamme Gialle e medaglia d’oro al Valor Militare, la cerimonia di celebrazione del 247° Anniversario di fondazione della Guardia di Finanza.

L’evento, in linea con le norme e le prassi prudenziali connesse alle misure di contenimento della pandemia da Covid19, è stato celebrato in maniera sobria e raccolta con la deposizione di una corona di alloro alla lapide, situata nell’androne di ingresso dell’istituto e dedicata al vicebrigadiere Buratti.

Alla cerimonia, organizzata dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Viterbo con la collaborazione dell’amministrazione comunale di Viterbo, della Provincia di Viterbo e della direzione dell’Istituto, ha presenziato il prefetto Giovanni Bruno, il sindaco Giovanni Maria Arena e il presidente della Provincia Piero Nocchi, con una piccola ma significativa rappresentanza di studenti liceali nonché di finanzieri della Tuscia e delegati della sezione Anfi di Viterbo (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia).

Il comandante provinciale, colonnello Andrea Pecorari, ha tracciato un bilancio del lavoro svolto durante il 2020.

Gli uomini delle fiamme gialle, in particolare, hanno eseguito controlli per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia, nonché 1.269 interventi ispettivi e 232 indagini per contrastare le infiltrazioni della criminalità economica ed organizzata nel tessuto economico e sociale: un impegno a tutto campo” a tutela di famiglie e imprese in difficoltà e a sostegno delle prospettive di rilancio e di sviluppo del Paese.

Interventi mirati e selettivi, fondati sull’incrocio delle banche dati e di polizia, sul controllo economico del territorio e sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria, nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e, in particolare, verso coloro che pongono in essere condotte fraudolente e illeciti a carattere internazionale: è questa, in sintesi, la strategia adottata dal Corpo dall’inizio della pandemia per arginare i più gravi e diffusi fenomeni di illegalità tributaria e tutelare l’economia legale dall’illecita concorrenza dei frodatori del fisco e dei grandi evasori.

Nel 2020 sono stati scoperti 185 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti all’amministrazione finanziaria (molti dei quali operanti attraverso piattaforme di commercio elettronico) e 273 lavoratori in “nero” o irregolari.

Sono state eseguite indagini di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 58 soggetti, per aver commesso reati fiscali, con l’accertamento di una maggiore imposta dovuta all’erario di 11,6 milioni di euro.

Il valore dei beni sequestrati per reati in materia di imposte dirette e IVA è di 2,7 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro tuttora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria ammontano a 21,6 milioni di euro.

Ammontano, invece, a 25 gli interventi eseguiti in materia di accise, anche a tutela del mercato dei carburanti.

Nel corso del 2020 la Guardia di Finanza ha inoltre dedicato una particolare attenzione agli illeciti in materia di spesa pubblica e a tutte le condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della Pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.

141 sono gli interventi complessivamente svolti a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 28 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 5 deleghe svolte con la Corte dei Conti.

Le frodi e gli illeciti scoperti dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario si attestano su circa 9 milioni di euro, con un numero di soggetti denunciati complessivamente pari a 139.

Si tratta di attività che hanno quasi sempre una ricaduta sul versante erariale, nell’ambito del quale sono stati segnalati alla Magistratura contabile danni per oltre 5,2 milioni di euro, a carico di 29 soggetti, nonché eseguiti sequestri per oltre 19 mila euro in tema di responsabilità amministrativa.

In materia di spesa previdenziale ed assistenziale, sono stati eseguiti complessivamente 3 controlli, che hanno consentito di accertare l’indebita corresponsione e/o richiesta di prestazioni non spettanti per 64 mila euro.

Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, il Corpo ha realizzato uno specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del “reddito di cittadinanza”. Gli interventi svolti in quest’ultimo ambito, anche con il contributo dell’INPS, sono stati indirizzati, in maniera puntuale e selettiva, nei confronti delle posizioni connotate da concreti elementi di rischio e hanno permesso di intercettare quasi 700 mila euro indebitamente percepiti, nonché di denunciare all’Autorità Giudiziaria, per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore, 42 soggetti. Tra questi figurano anche soggetti intestatari di ville e autovetture di lusso, evasori totali, persone dedite a traffici illeciti e facenti parte di associazioni criminali di stampo mafioso, già condannate in via definitiva.

In seno al Piano operativo finalizzato alla tutela della regolarità della spesa sanitaria, i Reparti hanno portato a termine 4 interventi.

In relazione al settore della spesa sanitaria, significativo è il dato riferito all’ammontare danni erariali accertati pari a 3,1 milioni di euro, a testimonianza di come il segmento operativo sia interessato da condotte oggetto di valutazione tanto delle Autorità Giudiziarie penali quanto di quelle contabili.

Passando al settore degli appalti, il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari a seguito di mirati controlli è stato pari ad oltre 9 mila euro.

Le persone denunciate per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione sono state pari a 2. In tale ambito riveste importanza strategica la collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su cui delega, nel corso del 2020, i Reparti hanno effettuato controlli in materia di contrattualistica pubblica ed accertamenti nel settore anticorruzione e trasparenza.

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, l’impegno profuso nel 2020 si è concretizzato nella denuncia di 6 soggetti per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio per un valore accertato di 2,5 milioni di euro.

Con riguardo alla prevenzione, sono state analizzate 65 segnalazioni di operazioni sospette delegate dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, con 9 contestazioni penali ed 1 di carattere amministrativo.

E’ stato eseguito ai confini terrestri e marittimi 1 controllo volto a verificare il rispetto delle norme sulla circolazione transfrontaliera di valuta da parte dei soggetti in entrata e/o in uscita dal territorio nazionale, con l’accertamento di valori e titoli intercettati per 135 mila euro.

Nel campo dei reati fallimentari, è stato accertato il valore di patrimoni distratti per 439 mila euro.

In applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 22 soggetti, mentre i provvedimenti di sequestro e confisca eseguiti hanno raggiunto complessivamente la quota di oltre 2,1 milioni di euro.

Sono stati sequestrati oltre 7,7 milioni di euro, ai sensi del Codice Antimafia, conseguenti allo svolgimento di 3 accertamenti nei confronti di soggetti connotati da c.d. “pericolosità economico-finanziaria”, ovvero coloro che per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc..

Sono stati eseguiti 649 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

L’attività a tutela del mercato dei beni e dei servizi è stata volta a contrastare la contraffazione di marchi registrati, l’usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, le false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti e le violazioni alla normativa sul diritto d’autore.

In tali ambiti, i Reparti operativi hanno effettuato 144 interventi, sottoponendo a sequestro oltre 464.000 di prodotti industriali contraffatti, con marchi industriali falsificati e quasi 93.000 di prodotti non sicuri recanti indicazioni non veritiere.

La crisi sanitaria connessa al Covid-19 ha visto la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine.

In tale contesto, sono stati denunciati 10 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione, constatate sanzioni amministrative in 9 casi e sottoposta a sequestro 13.557 mascherine e dispositivi di protezione individuale, 487 confezioni e 10 litri di igienizzanti (venduti come disinfettanti).

A seguito dell’emergenza epidemiologica, la Guardia di Finanza, unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento della pandemia eseguendo controlli giornalieri sul territorio con la prioritaria esigenza di limitare la concentrazione di assembramenti mei luoghi pubblici con l’impiego annuo di 4.520 giornate uomo (militari dell’aliquota Pronto Impiego), anche in occasione di manifestazioni ed eventi di carattere nazionale e locale.

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