Gita a Civitavecchia, una città storica che parla sempre più straniero

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Foto da CivOnline

Civitavecchia- Partendo da Viterbo, percorrendo il nuovo tratto di superstrada che conduce a Monteromano, si va verso il mare e ci aspetta, dopo una strada ricca di bellezze naturali e storiche, la città portuale del Lazio: Civitavecchia.
Noi la immaginiamo come una città in movimento, sia per il suo porto, crocevia nei secoli di popoli e di merci, sia per le sue spiagge di ciottoli e sabbia, molto affollate d’estate. Eppure Civitavecchia è anche una città che vanta un “curriculum storico” importante e un grande patrimonio culturale.
Porto, città d’arte, sito archeologico e punto strategico per scoprire altre meraviglie del Lazio.

La storia di Civitavecchia ha inizio dall’antica Centumcellae, costruita dall’imperatore Traiano e citata in alcuni scritti già da Plinio il Giovane.

Numerose sono le ipotesi avanzate per spiegare l’origine del toponimo Centumcellae; si ritiene possa riferirsi al numero di insenature naturali che erano presenti sulla costa, oppure ai numerosi ambienti costruiti nella darsena per la raccolta merci, o ancora alle cento stanze della Villa Imperiale.

Nell’828, in seguito all’invasione distruttiva dei Saraceni, la popolazione lasciò il centro, rifugiandosi prima sui monti, poi in un nuovo sito chiamato “Cencelle” (per distinguerla dal primitivo), fino a quando non fece definitivamente ritorno nell’889 nella città d’origine, cambiandone il nome in Civitas Vetula (Città Vecchia) per distinguerla da Cencelle.

Altro nome attribuito poi a Civitavecchia a quello di Monte Claire (o Monte-Claire) riferito all’antico quartiere cittadino fronte mare Monte Clarisso.

Per un periodo fu annessa allo Stato Pontificio e finì sotto il dominio dei Francesi.

La sua storia si riflette sui suoi monumenti e nell’atmosfera che regala ai visitatori.
Apparentemente moderna e frenetica,
la città, adagiata sul mare, si snoda attraverso i suoi vicoli. Il Corso Centocelle è la via dello shopping e delle passeggiate e ricorda vagamente la Rambla di Barcellona. Vi si affaccia il teatro Traiano.

Le mura storiche della città, la raffinata piazza Aurelio Saffi e la Chiesa dell’Orazione, la più antica di Civitavecchia, costruita nel 1685 sono certamenteda vedere. A pochi passi c’è anche la Chiesa della Stella, popolare perché da qui prendono il via tutte le celebrazioni religiose.
Un grazioso porticciolo, il porto Traiano, ospita molte piccole imbarcazioni.

Famosi i mercati: quello di San Lorenzo è un simbolo cittadino. Passeggiare tra le bancarelle, tra frutta, verdura, pane, carne e soprattutto pesce mette allegria.

Famosa è la zuppa di pesce civitavecchiese, uno dei piatti locali da assaggiare, servito negli ottimi ristoranti di fronte al mare.

Civitavecchia parla sempre più straniero. La crisi devastante che colpisce la città da almeno un decennio, sommata alle drammatiche conseguenze della pandemia sul piano economico e occupazionale, non fermano l’arrivo degli stranieri.

Mentre calano infatti la popolazione residente complessiva, le nascite e i matrimoni, si è registrato, anche nel 2020, un incremento tra gli stranieri che hanno scelto di andare a vivere a Civitavecchia.

Sulla base del riscontro effettuato a fine 2020, la percentuale degli stranieri residenti è arrivata al 5,8%. Era del 5,5% alla fine del 2019 e del 5,4% alla fine del 2018. Da considerare che ben il 59,2% dei forestieri presente in città è di nazionalità romena.

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