La giovane sindaca stamani era già al lavoro nel suo ufficio in Comune

Giulia De Santis: “Ripartire dalle fondamenta, è la priorità assoluta per Montefiascone”

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Donna, giovane ma con un’esperienza da consigliere comunale all’opposizione nella precedente Amministrazione.

Sono i segni distintivi del nuovo sindaco di Montefiascone Giulia De Santis.

Stamattina era già al lavoro in Comune e commenta così il risultato che l’ha vista prevalere sul suo competitor del centrodestra Andrea Danti.

“Una vittoria bella per tutti quanti, troviamo in giro tanta gente che ci esprime fiducia. C’è un clima positivo a Montefiascone, si respira finalmente un’aria diversa, un cambiamento che la comunità attendeva da tempo. Insieme agli altri abbiamo lavorato di squadra e forse è questo che ci ha portato alla vittoria, è il gruppo e quindi ringrazio tutti quanti loro anche quelli che non sono entrati”.

La De Santis è alla sua seconda esperienza amministrativa. “Ho concorso alle scorse elezioni e sono entrata come consigliere di opposizione. E ora subito al ruolo apicale”.

Ripartenza è la parola d’ordine per la giovane sindaco.

“La priorità sicuramente è ripartire dalle fondamenta. Bisogna ripartire dal decoro urbano, dalla viabilità quindi dalle basi. Perché è mancato tanto in questo periodo e il paese ha bisogno di ripartire da qui”.

Giulia De Santis guida una

squadra giovane ma con innesti di persone di nota esperienza amministrativa.

“E’ assolutamente quello che volevo. Perché credo fortemente che l’esperienza debba guidare e prendere per mano noi giovani e accompagnarci senza assolutamente ingerenze di alcun genere. Però per qualsiasi consiglio, per un supporto una squadra giovane ha bisogno di avere accanto persone con esperienza amministrativa e politica consolidata”.

Lei, insieme alla Terrosi ad Acquapendente, sono le uniche rappresentanti femminili in un panorama elettorale prevalentemente maschile.

“Purtroppo – dichiara a tale proposito – c’erano altre donne candidate che non ce l’hanno fatta e mi dispiace perché erano figure valide, ma gli elettori hanno scelto e in democrazia è così”.

“Però io credo fermamente che poi, al di là del genere, è la persona che conta anche se le donne possono avere una visione diversa in alcuni casi” conclude Giulia De Santis.

 

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