Intervista a tutto campo al sindaco di Tarquinia. Le priorità: turismo e infrastrutture, sanità, Talete, nuove assunzioni

Giulivi: “Porto turistico, progetto consegnato in Regione. Ospedale: che fine hanno fatto quei 6 milioni?”

Alessandro Giulivi, sindaco di Tarquinia, è tornato in giugno alla guida dell'amministrazione e in soli 4 mesi ha messo in cantiere una serie di progetti e iniziative su turismo, sanità e infrastrutture di collegamento

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Fatti, non parole: è questo, ci spiega, il motto che ispira la sua azione. Alessandro Giulivi, sindaco leghista di Tarquinia, è tornato in giugno alla guida dell’amministrazione – aveva già retto il Comune dal 2002 al 2007 – e in soli 4 mesi ha messo in cantiere una serie di progetti e iniziative su turismo, sanità e infrastrutture di collegamento.

Idee che vorrebbe concretizzare nel minor tempo possibile.

A cominciare dalla realizzazione del porto turistico, un progetto di massima che il primo cittadino ha presentato la scorsa settimana alla Regione.

“Il porto – annuncia Giulivi – dovrebbe arrivare ad ospitare 600 natanti da diporto. Il progetto di massima rappresenta la superficie prevista per il porto e per le parti strutturali, riservate ai servizi annessi. Nessuna costruzione di tipo abitativo. Il tutto ben armonizzato e inserito in modo equilibrato nel contesto ambientale”.

‘Ha già un’idea dell’entità dell’investimento?’

“Dobbiamo prima attendere che la Regione emani l’elenco dei porti del Lazio che saranno inseriti nel Piano dei porti. Se andrà tutto bene, procederemo subito a redigere il progetto esecutivo con l’impegno di spesa previsto”.

‘Sul tavolo delle questioni da risolvere anche la vicenda della ricapitalizzazione di Talete. Come e da parte di chi?’

“Per me l’acqua è e deve rimanere pubblica. Prima della fine del mese si terrà l’assemblea dei soci-sindaci e dovremo trovare insieme una soluzione. Secondo me, dovrebbe essere la Regione a dover intervenire per ricapitalizzare la società. Non possiamo noi sindaci aumentare ulteriormente la bolletta ai cittadini”.

‘Una ricapitalizzazione da 40 milioni di euro, quindi, probabilmente difficile da sostenere da parte dei Comuni?’

“Non solo. Tra l’altro sarebbe importante anche capire che cosa ci facciamo con questi soldi: ci si pagano solo i debiti, oppure si inizia a sistemare il tessuto ormai degradato dei nostri impianti idrici e dei depuratori? Personalmente ho scritto a Talete per conoscere i dati di scarico dei vari depuratori, altrimenti ogni estate mi ritroverei a dover emanare ordinanze di divieto di balneazione. Perché alla fine l’inquinamento arriva tutto al nostro mare”.

‘Parliamo di Trasversale. Perché è contrario al tracciato verde?’

“Perché di verde, inteso come ecologico e sostenibile, c’è ben poco. L’ hanno colorato, ma non lo è. A meno che uno non sia daltonico… Non siamo quelli del No a tutto, ma siamo quelli che vogliono integrare un tracciato che sia compatibile anche da un punto di vista naturalistico. Stiamo parlando di una delle valli forse più belle del comprensorio della provincia di Viterbo, su cui abbiamo progetti importanti come la ferrovia turistica, un’area di pregio storico su cui l’ infrastruttura viaria andrebbe ad impattare con piloni di cemento alti decine di metri”.

tarquinia‘Il destino dell’ospedale è un’altra  problematica rilevante. Come intende affrontarla?’

“Con una manifestazione, innanzitutto, dal titolo ‘Prospettive e retrospettive dell’ospedale di Tarquinia’, che si terrà entro fine anno qui in città. Ne ho parlato qualche giorno fa con il direttore generale della Asl Daniela Donetti. Da molti anni si parla di un progetto per riqualificare sale operatorie e pronto soccorso, ma ad oggi non si vede l’inizio dei lavori. Vorremmo sapere da Asl e Regione i tempi previsti e quale sarà il futuro del nostro nosocomio. Oltre a capire che fine hanno fatto gli oltre 6 milioni di fondi regionali che erano stati stanziati”.

‘Sono passati 12 anni dal suo primo mandato come sindaco. Come è cambiata Tarquinia?’

“E’ doveroso dire che negli ultimi 10 anni i Comuni sono stati solamente bistrattati: è aumentata la mole di lavoro, ma è stata tagliata gran parte di economia. In generale – a parte l’anno di commissariamento e gli ultimi in cui Mazzola ha dedicato il suo tempo alla Provincia, trascurando un po’ la città – il nostro si è dimostrato un Comune virtuoso, con un bilancio nettamente in attivo. Chi ha amministrato negli ultimi 15 anni lo ha fatto bene anche grazie agli ottimi professionisti che dirigono e sono responsabili dei vari settori. Ora la questione più pressante che dobbiamo affrontare è il problema di quota 100. Quasi il 30% dei dipendenti, tra cui anche alcuni dirigenti, sono andati o stanno andando in pensione con ovvie ripercussioni sul funzionamento degli uffici. Abbiamo comunque già iniziato a fare bandi di concorso per assumere 28 persone nei prossimi mesi. Assunzioni destinate anche a colmare le carenze di personale del corpo di polizia locale. E’ una priorità non indebolire la struttura!”.

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