Giunta in crisi. Pazienza al limite

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“Digiamolo” (con la g), tanto per rubacchiare una celeberrima espressione dell’Ignazio La Russa dei tempi d’oro… “Digiamolo”! Perché siamo comprensivi e persino indulgenti, ma non possiamo essere reticenti e negatori dell’ evidenza. Questa crisi perenne della giunta comunale Arena, questo infinito tergiversare e sospirare e “ponzare” e rinviare, questo deleterio vizio di accapigliarsi tra alleati, queste ruggini e questi personalismi, questa mania di cercare a tutti i costi il bilancino nell’assegnazione degli incarichi in nome di una malintesa ricerca del “Dio equilibrio” tra i governanti, questa tiritera manco si dovessero determinare le sorti imperiture del mondo, sta rompendo le scatole ai viterbesi. O, forse, le ha già rotte. L’ amministrazione di centro-destra che siede (o sedeva, non si sa se siederà ancora) sui nobili scranni di Palazzo dei Priori ha i numeri e – volendo essere clementi – la capacità di lavorare e di produrre finalmente qualcosa di concreto per una città, che (ahi ahi, lo sappiamo bene) ha un urgente e assoluto bisogno di scelte e di una mano sicura per sfuggire alla morsa della decadenza che l’ha depressa da troppi anni e ha immiserito la sua storia gloriosa. E, allora, si decida una buona volta e non si aspetti più di due-tre giorni ancora, tanto più che la cruciale scadenza del bilancio è vicina, a un passo. Basta con l’interpellare la Sibilla Cumana e attendere i suoi indecifrabili responsi. Fateci sapere! Fatelo sapere a un popolo che ha voglia di riprendere a crescere e a confidare nel futuro, a un ceto imprenditoriale che propone e progetta e – spesso e volentieri –  non ottiene risposte degne di questo nome da una classe politica “distratta”. Non ci interessa, in questo momento, entrare e dire la nostra sulle beghe tra i partiti – e nei partiti – che hanno determinato questa brutta situazione. E non ce ne frega niente di essere accusati di semplicistica spocchia o di facile demagogia. Dicano quel che vogliano gli amici del centro-destra… L’importante è che DE-CI-DA-NO! L’ amministrazione prosegue il suo cammino, cambiando – beninteso – marcia, oppure siamo al “tana liberatutti”? Ci si assuma fino in fondo le proprie responsabilità e si comunichino alla cittadinanza le proprie scelte. Esitare e balbettare sarebbe esiziale. Gli elettori viterbesi se ne ricorderebbero. E la loro reazione potrebbe essere un voltapagina… Anche rischioso.

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