Giusto rifare le strade, a quando anche una pubblica illuminazione decente a Viterbo?

Alcune zone del centro sono buie, una situazione che amplifica il senso di scarsa sicurezza nei residenti

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Quando scende il sole, il centro città ‘scompare’ nell’oscurità.

L’ora solare e le giornate più corte, con il buio che incombe già alle 17, riportano in auge il problema della pubblica illuminazione.

Così piazza del Sacrario diventa una massa scura con sporadici lampioni che riescono a malapena a illuminare i loro stessi pali, via Marconi è visibile su un lato mentre il resto è di fatto nell’ombra, via Cairoli è praticabile su entrambi i lati solo fino a quando le vetrine delle poche attività rimaste sono accese, buia piazza San Faustino.

Fatta eccezione per il Corso, dove i lampioni sono posizionati su entrambi i lati e in più sono assistiti dalle luci dei negozi, il resto del centro è scarsamente illuminato.

La scelta, risalente a diversi anni fa, di mettere i punti luce soltanto su un lato delle vie e di utilizzare lampade a risparmio energetico ‘nascondono’ la città e provocano una sensazione di scarsa sicurezza nei residenti.

Anche abitando nella stessa via, già intorno alle 18 non ci si riconosce fino a quando non si è a pochi metri l’uno dall’altro.

Così in molti cercano di rientrare a casa al massimo intorno alle 19-19.30, salvo si sia costretti per motivi di lavoro o altro, ad affrontare le lunghe ombre proiettate dalla scarsa illuminazione.

Una situazione, denunciata da tempo, ma a cui sembra che chi di competenza sia scarsamente interessato a porre rimedio.

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