Gli ambientalisti: “Inquinamento del lago, i sindaci devono collaborare”

Legambiente e Comune di Gradoli insieme per superare il problema. Le analisi di Goletta dei laghi commentate dall’Osservatorio lago di Bolsena

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lago di bolsena
Il lago di Bolsena. Foto di Diego Galli

Inquinamento dei fossi. Gli ambientalisti dell’Osservatorio del lago di Bolsena chiamano a rapporto i sindaci: “Da molti anni Legambiente segnala, sulla base delle analisi della Goletta dei laghi, l’inquinamento batterico alla foce di alcuni fossi affluenti nel lago di Bolsena.

Uno dei punti dove le acque risultavano ogni volta inquinate era alla foce del Fosso del Rigo, a Gradoli. A luglio dell’anno scorso durante la presentazione pubblica dei risultati di Legambiente, l’allora sindaco di Gradoli, Luigi Buzi, aveva avanzato una proposta concreta per affrontare il problema, invitando l’associazione ambientalista e la cittadinanza a una collaborazione con la sua amministrazione per tentare, tramite prelievi e analisi, di accertare se ci fosse davvero un inquinamento del Fosso del Rigo”. Si era quindi concordata una collaborazione: prelevare, insieme, campioni lungo il percorso del Fosso del Rigo e nel caso se ne fosse accertato l’inquinamento, risalire alla sua fonte e risolvere il problema.
Così è stato fatto nella tarda primavera di quest’anno: “Le analisi hanno dato riscontro ai tratti dove si ipotizzavano possibili fonti d’inquinamento – dicono gli ambientalisti -. Il Comune di Gradoli si è immediatamente attivato per eliminare la causa principale dell’inquinamento, che era localizzata in un tratto della condotta che collega le fogne del paese al collettore circumlacuale. Benché il problema fosse di responsabilità del Cobalb e non del Comune, l’attuale sindaco Attilio Mancini ha fatto intervenire una ditta specializzata per risolverlo, e in più a spese del Comune, visto che il Consorzio attualmente è paralizzato dal processo di liquidazione”.

Questo caso, affermano gli ambientalisti, può servire da modello per risolvere simili problemi in altri comuni: “Invece di negare, come al solito, i presunti inquinamenti, adducendo che l’Arpa Lazio ogni anno certifica un’eccellente qualità delle acque di balneazione, Gradoli ha agito in maniera costruttiva, il che ha permesso di superare la sterile contrapposizione che finora aveva bloccato la soluzione del problema”.
L’azione nel dettaglio. Ecco i dettagli di questa azione comune. Per vari motivi – soprattutto per colpa delle persistenti piogge durante il mese di maggio – il campionamento è stato fatto soltanto il 6 giugno. Al campionamento hanno partecipato il Comune di Gradoli e l’associazione Bolsena lago d’Europa (Bleu). Sono stati prelevati sei campioni in cinque punti diversi lungo il percorso del Fosso del Rigo, che ha il suo inizio nel paese di Gradoli e sfocia nel lago poco a nord della Peschiera.

In quasi tutta la prima parte del percorso del fosso, sotto il sentiero si trova la tubazione del Cobalb che convoglia le acque nere di Gradoli al collettore circumlacuale. Sono visibili i tombini dei pozzetti di ispezione e di salto di questa tubazione. Il punto 2 di campionamento è, scendendo dal paese, il primo punto in cui il fosso è accessibile dal sentiero. L’analisi dimostra un aumento significativo dell’inquinamento da batteri fecali.
Il terzo e quarto campione sono stati prelevati nella zona dove la tubazione del Cobalb attraversa il fosso. Le analisi delle acque prelevate in questi punti mostravano un importante carico batterico. Il pozzetto di curva in questione era completamente ostruito.
Il punto 5 si trova vicino al ponte dove il fosso passa sotto la strada provinciale del lago. Le acque in questo punto risultavano ancora inquinate. La concentrazione di enterococchi intestinali era perfino più alta che nel punto 4. Si presume ci sia un’ulteriore immissione di acque fognarie tra il punto 4 e il punto 5.
L’ultimo punto di prelievo è il punto 6 alla foce del fosso. Il carico batterico era più basso di quello nel punto 5, sicuramente per diluizione da acque di scolo dal terreno, però sempre importante, con una concentrazione di batteri compatibile nei limiti dell’errore con i risultati della Goletta dei laghi.

“Abbiamo constatato quindi un importante inquinamento del Fosso del Rigo che proveniva da tre zone distinte lungo il suo percorso – precisano gli ambientalisti -: dalla sua parte iniziale, probabilmente da case sul ciglio settentrionale; dal punto dove la tubazione del Cobalb attraversa il fosso, dallo scarico di troppo pieno del pozzetto di curva forse intasato da sabbia, fanghi e altro materiale solido; dal suo tratto tra il punto 4 e la strada provinciale, probabilmente da scarichi irregolari da case o allevamenti”.
La conclusione: “Quella del Fosso del Rigo a Gradoli è una situazione diffusa e riscontrabile in molti paesi e fossi attorno al lago. Situazioni per cui la soluzione proposta dal Comune di Gradoli – la collaborazione delle amministrazioni con la cittadinanza – può servire da modello che contribuirà a eliminare questi inquinamenti, per il bene della salute del lago e del suo turismo”.

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