Gli antifascisti tornano a colpire nella Tuscia: vandalizzate le sedi della Lega a Viterbo e Tarquinia, Salvini: “Non ci spaventano e non ci fermeranno”

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Gli antifascisti si sono risvegliati, c’è da capirli, sono tempi molto bui per loro: i consensi elettorali sono ai minimi storici e solo un miracolo politico potrebbe evitare il definitivo tracollo della sinistra radicale alle prossime elzioni.

Per questo, per farsi un po’ di pubblicità, gli antifascisti della Tuscia agiscono nottetempo andando ad imbrattare ed a vandalizzare le sedi dei partiti a loro invisi, su tutte quelle della Lega. Nella sede leghista di Viterbo sono stati staccati dal portone e gettati in mezzo alla strada i simboli del partito.

A Tarquinia invece, i vandali hanno deciso di spingersi oltre ed imbrattare con simboli e scritte praticamente tutto l’esterno della sede dei salviniani.

Il simbolo utilizzato dagli antifascisti non è nuovo e rimanda al periodo più buio della nostra Repubblica, gli anni di piombo: la stella a 5 punte usata dalle Brigate Rosse. La sigla “Gsp” non è stata ancora decifrata.

I due atti vandalici hanno avuto clamore mediatico di livello nazionale, anche perchè lo stesso Salvini è intervenuto dicendo: “Le minacce di chi imbratta la nostre sedi con la stella a cinque punte – come successo nella notte a Tarquinia e Viterbo – non ci spaventano e non ci fermeranno. All’odio rispondiamo col lavoro e col sorriso, ma al governo e in particolare al Viminale chiedo: è normale che il primo partito italiano, che guida l’opposizione, subisca attacchi, aggressioni e minacce quotidiane nel silenzio e nell’indifferenza generale?”.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il fatto sarebbe accaduto poco prima delle tre, alle 2,41, nel cuore della notte, quando una persona vestita di nero, con il cappuccio e completamente coperta in volto con una mascherina, e con indosso un grembiule scuro,  avrebbe agito in modo del tutto indisturbato.

Poco fa la decisione del sindaco Alessandro Giulivi, coordinatore della Lega in città, di presentare formale denuncia presso il locale Commissariato di Polizia. Interessata del caso anche la Digos, competente per materia.  L’episodio accaduto a Tarquinia è inoltre analogo a quello avvenuto nella stessa notte a Viterbo dove sono stati invece strappati i cartelli  della nuova sede.

Ecco le foto:

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