Gli “eroi” dimenticati scendono in piazza: flash mob del Nursing Up

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Una nutrita rappresentanza di infermieri viterbesi del Nursing Up, guidati dal segretario regionale Mario Perazzoni, ha partecipato, giovedì scorso, alla manifestazione di protesta organizzata a Roma.
Gli operatori, con un flash mob, hanno voluto ricordare tutti i loro colleghi morti a causa della pandemia ma anche rivendicare una parità di trattamento per l’intera categoria, sfidando “un “nemico invisibile” ancor più potente contro cui lottare.
Forse ancor più difficile da affrontare di qualunque pandemia: l’indifferenza delle istituzioni – scrive il sindacato – Il totale disinteresse da parte della classe politica italiana che li ha dimenticati e messi da parte.”

 

Gli acclamati eroi sono qui – ha dichiarato il Presidente del sindacato Nursing Up Antonio De Palma, hanno richiesto espressamente di manifestare pacificamente, a partire dalle regioni più colpite dall’emergenza sanitaria. E noi come sindacato siamo al loro fianco, come sempre non li lasciamo soli

Questo è solo l’inizio: da domani 5 giugno fino al giorno 9, gli infermieri delle regioni più colpite dal Covid 19 continueranno a scendere in strada in molte altre città.

Perché siamo stanchi, ma soprattutto amareggiati e feriti dentro. Perché non possiamo e non vogliamo più aspettare che qualcuno si ricordi di noi. Perché dobbiamo e vogliamo comunicare il nostro malcontento, raccontando ai cittadini, i diretti interessati delle nostre battaglie per la salute, tutto quello che sta succedendo e soprattutto cosa chiediamo legittimamente.

Logorati e afflitti, chiosa De Palma, ma ancora più tenaci.

COSA CHIEDONO GLI INFERMIERI

Un‘area contrattuale infermieristica che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità ormai evidenti di una categoria che rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie.

Analogamente accada per le professioni sanitarie ostetrica e tecniche.

Risorse economiche sufficienti per garantire una indennità infermieristica che, al pari di quella già riconosciuta per altre professioni sanitarie della dirigenza, sia parte del trattamento economico fondamentale, non una “una tantum” e riconosca e valorizzi sul piano economico le profonde differenze rispetto alle altre professioni, sempre esistite, ma rese evidenti proprio da COVID-19

Risorse economiche per il contratto della sanità finalizzate e sufficienti per conferire un’indennità specifica e dignitosa per tutti i professionisti che assistono pazienti con un rischio infettivo.
Riconoscimento della malattia professionale e correlato meccanismo di indennizzo in caso di infezione con o senza esiti temporanei o permanenti

Immediato adeguamento delle dotazioni organiche del personale operante nella generalità dei presidi ospedalieri e sul territorio. Aggiornamento altrettanto immediato della programmazione degli accessi universitari, perché gli infermieri attuali non bastano, ne mancano 53mila ma gli Atenei puntano ogni anno al ribasso
Aggiornamento della normativa sull’accesso alla direzione delle aziende di servizi alla persona, dove l’emergenza ha dimostrato che non è possibile prescindere da una competenza sanitaria di tipo assistenziale a garanzia degli ospiti

Superare, per gli infermieri pubblici e per gli altri professionisti non medici, il vincolo di esclusività, concretizzando un’intramoenia che consenta di prestare attività professionale a favore di strutture sociosanitarie (RSA, case di riposo, case di cura e strutture residenziali, riabilitative,…), anche per far fronte alla gravissima carenza di personale infermieristico di tali realtà.

Tutte le richieste ed innovazioni sopra riportate, dovranno essere considerate tra i requisiti richiesti per procedere con l’accreditamento e l’autorizzazione delle strutture private

Direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, riduzione del debito orario settimanale degli stessi (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici
Direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento degli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 ,e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento , valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati

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