Gli italiani non cantano più: contano i morti e i contagiati

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I primi giorni in cui, per via dei decreti e del buonsenso, gli italiani furono costretti a stare in casa per prevenire il contagio da Covid-19, si cantava dai balconi e alle finestre. Anche a Viterbo.

Alle ore 12 e alle 18 circa, ci si dava appuntamento: c’era chi faceva risuonare le gloriose note dell’inno nazionale, chi strimpellava canzoni alla chitarra, chi intonava “Azzurro” o “Il cielo è sempre più blu”.

Non so se è un’impressione, ma, con il passare dei giorni, i flash mob dal balcone e questa iniziale voglia di cantare sono venuti meno. Anzichè cantare, si è iniziato a contare.

Sì, a contare i morti. Non sono numeri, si sa. Sono persone con la loro vita e la loro storia, morte da sole.

Ha cominciato a vincere il silenzio.
Dopo venti giorni di isolamento, di giornate lunghe e uguali, di pomeriggi passati a guardare il soffitto, mentre fuori si sente irrompere la primavera dai canti degli uccelli e si guarda la luce preziosa del sole che entra nella stanza, agli italiani, popolo caldo e socievole, di santi, poeti e navigatori, cominciano a mancare gli abbracci, le chiacchiere, i prati verdi.

Si ritrovano santi, uniti a pregare con il Papa; poeti, a scrivere versi e il diario della loro solitudine; navigatori con la fantasia e su internet.

Mette tristezza la carta stagnola colorata di quelle uova di Pasqua che s’intravedono nei supermercati, dove velocemente si va a fare la spesa.
Un tempo, era simbolo di gioia e di Pasqua. La prossima domenica sarà quella delle Palme.
Riprenderemo a cantare o continueremo tristemente a contare?

Nel mondo le persone ufficialmente decedute a causa del coronavirus sono più di 30.000, un terzo delle quali in Italia. Secondo il conteggio aggiornato della Johns Hopkins University, la cifra globale dei contagi accertati a quasi 665.000, con in testa gli Stati Uniti (124.665).
Numeri da far paura!

Si contano anche i soldi, con le attività ferme e bloccate e una crisi economica che si sta già facendo sentire in molte famiglie.

Cantare o contare? Intanto, mentre viene meno la voglia di cantare, si comincia a pensare a ciò che veramente conta nella vita: affetti, salute, libertà.
Conta anche chi canta e chi ci dà ancora la speranza di tornare a cantare.

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