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Gloria, un trasporto trionfale! Musiche gridate e l’Ave Maria dal balcone della Prefettura – LA FOTOGALLERY

Alla partenza un leggero venticello poteva creare qualche fastidio, ma poi si è calmato e c’è stato il famoso: “Sollevate e fermi” ordinato dal capofacchino

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sagginiL’omaggio della città di Viterbo alla sua Santa Patrona è stato fatto. Anche quest’anno Gloria, la meravigliosa Macchina ideata da Raffaele Ascenzi, costruita da Vincenzo Fiorillo, e condotta con destrezza da 113 Facchini guidati con esperienza e sapienza dal capofacchino Sandro Rossi, con la regia del presidente Massimo Mecarini, è giunta felicemente al Santuario di S. Rosa.

 

Alla partenza un leggero venticello poteva creare qualche fastidio, ma poi si è calmato e c’è stato il famoso: “Sollevate e fermi” ordinato dal capofacchino. Prima però la domanda di prammatica era: “Sete tutti d’un sentimento?” come a dire se tutti erano coesi nel portare a termine quella fatica, in onore di Santa Rosa. Durante l’orazione nella Chiesa di S. Sisto, c’era stata una avvisaglia della forza dei muscoli e del carattere di Sandro Rossi. Infatti, all’acclamazione “Evviva Santa Rosa!” pronunciata da un facchino c’era stata la risposta compatta di tutti i facchini: “Evviva”. Ma al capofacchino probabilmente non era piaciuta perché lui con voce stentorea aveva ripreso “Evviva Santa Rosa” e la risposta dei Facchini questa volta è stata molto piena e forte.

Alla sosta di Piazza del Comune un cavalletto non era stato messo bene e i Facchini sono dovuti tornare sotto alla Macchina per farlo posizionare meglio. Abbiamo parlato con alcuni protagonisti della fatica e abbiamo domandato se la stanchezza si faceva sentire. “Fatica regolare,” mi hanno risposto, per poi aggiungere: “Siamo una squadra giovane e preparata, ci sentiamo tutti forti e coesi.”

Parole dette con spontaneità, che ci ha fatto piacere ascoltare. Poi sempre in Piazza del Comune, insieme al prefetto Giovanni Bruno e al sindaco Giovanni Arena abbiamo finalmente chiarito che per tradizione ai Facchini il prefetto regala i confetti e che il sindaco regalava le sigarette. Mentre la Macchina sostava in Piazza del Plebiscito, il prefetto Giovanni Bruno ha regalato alla città una esecuzione magistrale dell’Ave Maria di Schubert, cantata a viva voce da un tenore che si era affacciato al balcone della prefettura. Molto bella e gradita e in netto contrasto con le musichette gridate a Piazza S. Sisto, così gridate da fare rizzare anche i capelli in testa a S. Rosa. Suggeriamo per il futuro di occupare l’attesa del trasporto, mandando musica classica, e magari anche qualche esecuzione tenorile, così come ci ha insegnato il prefetto Giovanni Bruno.

E poi, quando la Macchina era ferma davanti alla Chiesa del Suffragio, nel cielo stellato è passato un jet di linea che, in prospettiva, ha accarezzato il volto di Santa Rosa. Io in quell’immagine ho visto una carezza del Cielo verso la nostra santa. Prima che la Macchina giungesse al Santuario abbiamo registrato una spiacevole sorpresa. I due pass che ci aveva consegnato il Comune, non consentivano di arrivare al Santuario, ma solo fino a Piazza Verdi. Gli altri colleghi invece hanno avuto libero accesso fino al Santuario. Ritengo che al momento della consegna dei Pass, qualcuno ci avrebbe dovuto spiegare che il nostro Pass era “zoppo”. Invece nessuno ce lo ha detto, e noi non abbiamo potuto compiere il nostro lavoro fino in fondo. Ci dispiace e ci auguriamo che qualcuno ci spiegherà perché per il Comune di Viterbo, ci sono giornalisti di serie A e altri, come noi, di serie B.

LA FOTOGALLERY di Erika Orsini.

 

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