Rivolte a Milano, Torino e Napoli. A Trieste le forze dell’ordine si sfilano i caschi e si schierano con la folla. Caos anche nella maggioranza

Governo sotto assedio

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Scuffles during the protest against the measures implemented to stop the spread of the Covid-19 pandemic by the Government during the second wave of the Covid-19 Coronavirus pandemic in Turin, Italy, 26 October 2020. Italy's bars and restaurants have to stop serving at 18:00 on Monday as the latest round of restrictions aimed at combatting the rising spread of COVID-19 kicks in. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Una rivolta popolare che ha pochi precedenti nella storia recente della politica italiana. Il governo di Giuseppe Conte è sotto assedio, le manifestazioni che si sono svolte nella serata di ieri in molte cittá italiane sono un segnale troppo grande per essere ignorate.

A Milano e Torino le due manifestazione più accese: scontri con le forze dell’ordine, barricate nelle strade, lacrimogeni e negozi saccheggiati. Anche a Latina e Lecce manifestazioni molto partecipate, mentre a Trieste prima il governatore Fedriga e poi le forze dell’ordine hanno solidarizzato con la folla.

Ma è scontro anche nella politica, soprattutto nella maggioranza. Le Regioni hanno espresso tutto il loro dissenso contro l’ultimo Dpcm di Conte, con il governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini che ha chiesto di fare delle correzioni al Dpcm. In disaccordo Matteo Renzi chiede a Conte di modificare il provvedimento utilizzando il suo ministro Bellanova, che ha bollato il dpcm come “da rifare”.

Ma la vera bomba è quella sganciata dal viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri: “Il numero dei positivi è altissimo ma la maggior parte di loro non è malata: bisogna distinguere e non creare inutile terrorismo. Stiamo paralizzando un Paese in attesa di omologare i test salivari. Inconcepibile”.

Sicuramente non è un bel momento per Conte e per il governo giallorosso, il rischio che la bomba sociale possa esplodere da un momento all’altro è sempre più concreto.

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