Grattarola, “sindaco sceriffo” di Vignanello, impone le mascherine all’aperto

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Sindaci “sceriffi” ci risiamo.

Stavolta, a farsi sedurre dall’ “abuso di potere” favorito dalla confusione generata dai decreti governativi è il sindaco di Vignanello, Federico Grattarola che, nell’ultima ordinanza del 22 aprile scorso (quindi antecedente anche all’ultimo dpcm) stabilisce che: “ogni qual volta si esce di casa o si percorre qualsiasi area pubblica, avendo inderogabili motivi di necessità, vanno adottare tutte le misure precauzionali consentite e adeguate a proteggere sé stessi e gli altri dal contagio, utilizzando la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento (sciarpa, foulard, ecc) a copertura di naso e bocca, contestualmente ad una puntuale disinfezione delle mani”.

Un altro primo cittadino, insomma, che, forse per eccessivo zelo, si è fatto conquistare dalla moda del momento: l’obbligo di mascherine all’aperto.

Eppure, non molto tempo fa, era stato giusto un suo collega, il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, ad essere pubblicamente “rimproverato” per un provvedimento analogo, proprio dal prefetto Bruno.

Il rappresentante del Governo in persona, di fronte al dilagare di ordinanze sindacali giudicate inadeguate, ha scritto a tutti i sindaci di Viterbo specificando che: le disposizioni sull’utilizzo di mascherine o similari «non possono trovare legittimante applicazione anche nei confronti dei dipendenti di uffici pubblici diversi da quelli comunali, ma tuttavia presenti nei territori di rispettiva competenza».

Ed aggiungendo che dall’obbligo potrebbe concretare la fattispecie dell’abuso di potere, quindi laddove arrivassero ulteriori provvedimenti si provvederà all’annullamento e alla segnalazione all’autorità giudiziaria”.

Del resto l’art.3 del dpcm del 25 marzo parla chiaro e prevede che:

“2. I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze
contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in
contrasto con le misure statali, ne’ eccedendo i limiti di oggetto
cui al comma 1.”

Il dubbio è che forse al sindaco di Vignanello, Federico Grattarola, la lettera del Prefetto non sia mai arrivata.

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