Il presidente dell'Istituto superiore di sanità: “Se ci vacciniamo tutti il Covid sarà come influenza”. Obiettivo del Governo è mantenere l'Italia in zona bianca fino al 15 agosto

Green pass, Cts: “Sì all’obbligo anche per i ristoranti al chiuso”

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La posizione del Comitato tecnico scientifico è chiara: estendere l’obbligatorietà del Green pass anche ai ristoranti al chiuso, così da garantire il contenimento dei casi e, al contempo, incentivare le vaccinazioni. Seguono questa linea e non hanno dubbi il coordinatore del Cts e presidente dell’Istituto superiore di Sanità Franco Locatelli e l’immunologo Sergio Abrignani.

In due diverse interviste al Corriere della Sera e Repubblica, i due esperti fanno un’analisi della situazione attuale della pandemia di Covid, spiegando come sia fondamentale intensificare la campagna vaccinale.

“Credo che siano necessarie scelte volte al contrasto della ripresa della circolazione virale”, ha detto Locatelli”. “Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato o, comunque, ha il certificato verde è una strategia inevitabile”. In buona sostanza, il coordinatore del Cts sostiene che “va considerato seriamente anche il Green pass per mangiare al chiuso nei ristoranti”.

Abrignani gli fa eco: “Bisogna correre a vaccinarsi se non lo si è ancora fatto. Essere accorti nei comportamenti e nel programmare le vacanze, per non esporsi al rischio di trovarsi in situazioni difficili da gestire. L’esperienza di Paesi dove la variante Delta ha preso a diffondersi un mese prima dell’Italia, ci indica che il Covid potrebbe essere declassato a un’influenza con un semplice gesto se tutta la popolazione si sbrigasse a vaccinarsi”. Abrignani, insomma, è per l’obbligo vaccinale, “ma ci vorrebbe una legge apposita che porterebbe a polemiche infinite. Mentre serve compattezza”. Ecco allora l’escamotage: “una forma di obbligo indiretta come lo strumento della certificazione verde appare un buon compromesso”.

Gli ultimi dettagli, comunque, saranno discussi durante la cabina di regia che si svolgerà il 20 luglio e il provvedimento potrebbe entrare in vigore lunedì 26 luglio.
L’obiettivo del Governo è mantenere tutta l’Italia in zona bianca almeno fino al 15 agosto, evitando così misure restrittive nel cuore dell’estate. E’ per questa ragione che con ogni probabilità nel nuovo decreto saranno inseriti i nuovi parametri che stabiliranno le fasce di rischio – bianca, gialla, arancione e rossa – non soltanto sulla base dell’incidente del virus, ma anche sull’occupazione dei reparti ospedalieri e delle terapie intensive.

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