Guano degli storni, rischio tubercolosi? Esiste, ma è estremamente raro

Nonostante il rischio di contagio sia estremamente basso, come spiegato da Chirianni, profili fortemente immunodepressi potrebbero comunque correre dei forti rischi a causa delle malattie portate dal guano animale

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Guano degli uccelli? Il rischio tubercolosi c’è, ma è estremamente raro.

Ne parla all’Adnkronos Salute Antonio Chirianni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit): “Non c’è un rischio zero perché non può esserci in natura, ma molto dipende dalla salute del sistemo immunitario”.

La città di Viterbo negli ultimi giorni è ricoperta dal guano animale. Migliaia di storni stanno “infestando” la città (fenomeno simile a quello che si sta verificando anche a Roma) e in molti parlano di rischio sanitario dovuto alle feci che ricoprono quotidianamente strade, tetti e automobili. La tubercolosi non è, però, la sola malattia trasmissibile dal guano infetto. Probabili anche episodi di malattie micetiche, protozoarie, virali, parassitarie e batteriche.

Nonostante il rischio di contagio sia estremamente basso, come spiegato da Chirianni, profili fortemente immunodepressi e immunocompromessi (malati di AIDS o di Fibrosi Cistica) potrebbero comunque correre dei forti rischi a causa delle malattie portate dal guano animale.

In che modo può avvenire il contagio? Tramite le vie aeree, spiega Chirianni. Il guano, una volta essiccato, si polverizza e viene liberato nell’area. Proprio per questo è raccomandata una costante pulizia delle zone colpite.

Insomma, il rischio sanitario esiste, ma in scala molto ridotta. E’ molto difficile, infatti, per l’uomo contrarre malattie e germi come il mycobacterium tubercolosis avio (responsabile della tubercolosi negli uccelli). La sicurezza non è però mai troppa. Sono raccomandate infatti opere di contenimento degli storni e di igiene dell’ambiente.

Nella Città dei Papi Viterbo Ambiente è già impegnata da giorni nella pulizia delle strade e, proprio ieri, il sindaco Arena ha vagliato l’ipotesi dell’utilizzo di macchinari a ultrasuoni per poter allontanare le centinaia di storni che continuano a volare sulle teste dei Viterbesi.

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