Guasto sulla Roma Nord: pendolari ammassati in barba al distanziamento

A denunciare la grave situazione a rischio sicurezza il comitato pendolari Ferrovia Roma Nord, guidato da Fabrizio Bonanni

267

Sulla linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo, finita la pandemia, sono ripresi i consueti disagi, ulteriormente aggravati dall’assembramento dei pendolari.

L’ultima Odissea, in ordine di tempo, è di mercoledì scorso, quando,  intorno alle 6, la circolazione è stata interrotta sulla tratta urbana per un guasto tecnico e sono stati attivati i bus sostitutivi, suscitando non poche polemiche.

“Le navette – denunciano i pendolari – sono insufficienti e non è garantito il rispetto delle prescrizioni anti COVID-19, a partire dal distanziamento sociale”.

I viaggiatori infatti, che si trovano a condividere spazi angusti, sono costretti a stare gomito a gomito, uno stretto all’altro, in barba a qualsiasi prescrizione di sicurezza.

Secondo il comitato pendolari Ferrovia Roma Nord, guidato da Fabrizio Bonanni: “la Ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo di fatto è ancora in “lockdown” nonostante le rassicurazioni ricevute a più riprese dall’ente regionale che abbiamo incontrato più volte ultimamente proprio per discutere su come sarebbe stata garantita una riapertura e un accesso alla fase2 in sicurezza.

Purtroppo conosciamo meglio di tanti i problemi della ferrovia che utilizziamo tutti i giorni (anche festivi) per affermare che le parole le porta via il vento, insieme alle tante promesse che via via si sono susseguite negli anni.

Stavolta però la questione è più seria poichè è in discussione la salute delle persone che viaggiano e si spostano con la nostra ferrovia.

Un guasto tecnico di circa un ora è bastato per mettere a nudo tutte le mancanze ataviche e storiche di questo tratto fondamentale di mezzo pubblico.

E come pensavamo, è bastato questo per mandare all’aria tutte le prescrizioni anti #covid19 e ritrovarci ammassati dentro navette arrivate tardi e in numero insufficiente alla domanda.

In queste condizioni ,non essendo rispettate le prescrizioni minime (una su tutte il distanziamento di 1 metro tra gli utenti) le navette non sarebbero dovute partire senza aver prima controllato gli afflussi (mancando i controlli agli ingressi, ognuno cerca di salire come può per andare al lavoro o per altro visto che è già in ritardo per colpa del guasto al treno) e gli utenti stessi avrebbero dovuto chiamare le forze dell’ordine per sollecitare il gestore al rispetto del contratto di servizio e per far giungere sul posto un numero di navette sostitutive adeguato.

Questo non accade mai, ma la colpa oggi è maggiore perchè esistono decreti attuativi, leggi, prescrizioni per la tutela della salute delle persone ai tempi del covid19… tutto saltato per un banale guasto a un treno.   

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui