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Gubbiotto (Confael): “Alla Asl i lavoratori fragili non possono fare lo smart working”

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“Visto l’evolversi del periodo di emergenza che si sta vivendo nostro malgrado, nella provincia di Viterbo, questa organizzazione sindacale, con grande rammarico, è a conoscenza del fatto che le disposizioni dell’ultimo Dpcm inerente il lavoro agile per le persone fragili, risulta puntualmente disatteso da codesta Asl, mettendo a grave rischio e grande disagio tutti i lavoratori di cui sopra, peggiorando le difficoltà che giornalmente sono costretti ad affrontare.

Rammentando che il Dpcm prevede, come specificato anche sul sito dell’Ufficio delle Politiche Sociali, che a decorrere dal 16 ottobre e fino al 3 dicembre 2020 i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da inmunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita (cd. lavoratori fragili), nonché i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabili con connotazione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 04/992, hanno diritto allo smart working. A condizione che tale modalità sia compatibile con e caratteristiche della prestazione… Nelle pubbliche amministrazioni, tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, ciascun dirigente adotta nei confronti dei lavoratori fragili ogni soluzione utile ud assicurare lo svolgimento di attività in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento come definite dai contratti collettivi vigenti, e lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale.

Si chiede di riferire a questa O.S. il piano lavorativo che l’Azienda ha predisposto per i suddetti lavoratori nonché tutte le misure inerenti la salvaguardia degli stessi.
Si fa presente che a nostro parere tali lavoratori già dovrebbero fruire dal 16 ottobre c.a. della modalità di lavoro agile (smart working) in forma settimanale e non solamente in alcuni giorni imposti  dai Dirigenti delle U.U.O.O. nel rispetto delle disposizioni del dpcm. Qualora perseverasse la disattenzione dei diritti previsti e normati a favore degli operatori più deboli, manifestando disinteresse verso gli stessi, saremo costretti ad intraprendere iniziative nelle sedi ritenute più opportune”.

Egidio Gubbiotto, segretario nazionale sindacato Confael

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