Guerra delle banane in porto, il Tar dà ragione al Cfft

Il tribunale amministrativo del Lazio ha respinto il ricorso della Roma Terminal container contro le autorizzazioni rilasciate dall'Authority e il Civitavecchia Fruit Forrest terminal potrà continuare a scaricare sulle banchine pubbliche.

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Il Civitavecchia Fruit Forrest Terminal potrà continuare a scaricare le banane di Chiquita sulle banchine pubbliche. A mettere fine, dopo due anni, alla cosiddetta “guerra delle banane” è stato ieri il Tar del Lazio che ha respinto il ricorso presentato dal terminalista Rtc contro l’Autorità portuale.

Secondo i giudici del tribunale amministrativo infatti l’Autorità di sistema portuale non ha sbagliato a consentire di movimentare container su banchine pubbliche ad una impresa ex articolo 16 autorizzato per merce convenzionale, come è appunto il Cfft. Una sentenza quella della terza sezione del Tar che sembra destinata a fare giurisprudenza negli scali italiani, e che mette fine ad un contenzioso tra Cfft e Roma terminal container che andava avanti da oltre due anni a suon di ricorsi. Come questo, che era stato presentato dal terminalista del gruppo Msc nei confronti dell’Autorità portuale per aver autorizzato il Cfft con vari provvedimenti di caricare/scaricare sulle banchine pubbliche dello scalo, in special modo la 24 e 25 sud, i container di Chiquita-Maersk contenenti la frutta, in particolar modo banane, destinata ai magazzini refeer della stessa società proprio a ciglio banchina.

Per i giudici che hanno rigettato, condannando Rtc al pagamento delle spese processuali, il ricorso del terminalista ex articolo 18, gli ampliamenti autorizzativi dati da Molo Vespucci a Cfft non costituiscono una “variazione sostanziale della situazione preesistente all’avvio da parte della società del traffico container”, e il container come correttamente osservato dall’Adsp, “non costituisce una categoria funzionale e/o merceologica, ma un mero strumento o meglio una modalità operativa per la movimentazione sia verticale sia orizzontale della merce, per cui risulta legittimo che un’impresa autorizzata ai sensi dell’art.16 svolga operazioni portuali relative a prodotti ortofrutticoli trasportati in container refrigerati, su banchine ad uso pubblico”.

“Sono contento di questo epilogo – ha commentato ieri a caldo l’amministratore delegato della società italo-belga Steven Clerckx – per tutta la nostra squadra che ha continuato a lavorare nonostante il clima di incertezza e per tutto il porto. Ora non avremo più timore a operare sulle banchine pubbliche. Stavolta il mondo giuridico ha dato sicurezza al lavoro. Adesso c’è da aspettare il possibile appello da parte di Rtc anche se, a detta dei nostri legali, la sentenza è chiara”.
“Anche stavolta – commenta il vice presidente del Cfft Sergio Serpente – Civitavecchia ha fatto da apripista in quella che è una vittoria per noi e per tutti gli articoli 16. Peccato che abbiamo dovuto attendere due anni che le regole vincessero sull’arroganza, due anni in cui si è lavorato in un clima di incertezza, ma nei quali il Cfft ha continuato ad investire certo di stare dalla parte della legge”.

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