Hollywood a piedi pari nell’italica crisi… R. Gere, A. Banderas e J. Bardem a fianco dell’Armata Brancaleone del non voto. Ma facciano gli attori!

Mister Gere penna bianca, che preferivamo nel mitico "American Gigolò" in cui interpretava da par suo il ruolo di uno sfrontato puttano d' alto lignaggio, è giunto a porre i suoi curatissimi piedini sulla tolda dell'Open Arms, distribuendo cibo (a spese sue, ha tenuto a far sapere...) e benedizioni agli sfortunati a bordo

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Richard Gere Open Arms
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Foto di Erika Orsini

Eh, cavolo… Qui mica stiamo a parlare di “robetta”, o di gentina qualunque. Sono scesi in campo i Signori di Hollywood! Uno appresso all’altro. Una gara tra titani. A chi è più umano e altruista… Dall’asceta buddista Richard Gere al macho predatore Antonio Banderas fino al più giovane Javier Bardem, consorte – se non altro – della stellare Penelope Cruz! Minchia (usiamo un’espressione tipicamente sicula, visto che tutto è maturato nelle latitudini prossime alla bersagliata Lampedusa)… Minchia, ripetiamo ammirati ed esterrefatti…

GraziOpen Armse a Open Arms e a quei disgraziati e ignari che ci sono saliti sopra e che – nessuno lo nega – non se la passano affatto bene; grazie alla scia “virtuosa” creata dall’indomita capitana Carola, omaggiata e sospinta nella sua “resistenza” dalla super cancelliera e onorata in tutta l’Europa dei magnanimi (quando non si tratta, ovviamente, di casa loro e dei loro confini); grazie, insomma, alla favola di Salvini mostro e degli immigrati maltrattati dagli italiani imbarbariti; grazie alla solita nobile Ong, che – di fatto – spiana la strada al lavoro sporco dei “mercanti di schiavi”; grazie a tutte queste belle cose, i nostrani membri dell’Armata dei poltronisti, perdenti e voltagabbana in chiave “anti-omone della Lega” si sono ritrovati dei testimonial d’eccezione per la loro campagna normalizzatrice a favore di un governicchio/governaccio color Arlecchino – un meraviglioso esecutivo Carola – che faccia magicamente ritornare l’Italia al ruolo di fedele ed entusiastica esecutrice degli ordini che scendono perentori da Bruxelles, Parigi e Berlino.

Javer Bardem e Penelope Cruz
Javer Bardem e Penelope Cruz

In un brodo di giuggiole i vari Matteo Renzi, Granduca non pentito di Rignano sull’ Arno; Beppe Grillo, principe incontrastato dei palcoscenici sboccati; Gianfranco Rotondi, maestro e guida della democristiana arte del “rieccolo”, comunque “rieccolo”. A questa sorta di simpatico “trio monnezza” – ma tanti altri sono discretamente impegnati a tessere la tela del grande INGHIPPO – non pare vero di aver potuto arruolare tra le loro sparse fila nientemeno che tre consacrati divi di Hollywood. Belloni e ricchissimi (beati loro, c’hanno saputo fare), anche se ormai un po’ anzianotti – Richard 69 primavere tra pochi giorni, Antonio 59, Javier 50enne – e bisognosi di rinnovellare con un clamoroso “beau geste” la propria immagine un tantinello sgualcita e appesantita dagli anni, dai quattrini e dagli scatti impietosi della stampa rosa.

Mister Gere penna bianca, che preferivamo nel mitico “American Gigolò” in cui interpretava da par suo il ruolo di uno sfrontato puttano d’alto lignaggio, è giunto a porre i suoi curatissimi piedini sulla tolda dell’Open Arms, distribuendo cibo (a spese sue, ha tenuto a far sapere…) e benedizioni agli sfortunati a bordo.

ANTONIO BANDERAS
Antonio Banderas

Antonio Banderas, a mia memoria più efficace nel filmone impegnato “La maschera di Zorro”, non si è scomodato troppo e ha tuonato contro Salvini e il belpaese degenerato (lui, spagnolo naturalizzato italiano) non spostandosi da casa. Javier Bardem, meglio istruito dalla saggia Penelope, ha almeno avuto (tra un luogo comune e l’ altro) il buon gusto di osservare che – vista la bandiera che batte la nave – non sarebbe male che fosse lo sfiduciato (dal suo Parlamento) Sanchez a darsi una mossa e ad accogliere i suoi 150 passeggeri sulle coste iberiche. Ma tant’è… Il colpaccio pubblicitario dell’ italica Armata Brancaleone è riuscito. Un effettone! Accanto, i prodi spaventati dal voto hanno la poderosa Armata Hollywood. Posso immaginare, e leggo nei suoi occhi, la paura e il terrore che fanno tremare Salvini…. I suoi nemici, ahinoi, sono ben altri. E molto più silenziosi. Altro che i tre protagonisti di mirabili avventure in technicolor…

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