I carabinieri stroncano spaccio di shaboo, la droga dei kamikaze

La compagnia di Ronciglione ha arrestato a Roma tre pusher di origine filippina, tra cui una donn

158
La conferenza stampa del comando provinciale dei carabinieri sull'operazione contro lo spaccio di shaboo

Il fantasma dello shaboo nella Tuscia. Un’operazione dei carabinieri ha dato un duro colpo allo smercio nei locali notturni di questa pericolosa droga (più potente e velenosa della coca). “Ma non sappiamo molto di più, in quanto è uno stupefacente nuovo, e che fino a oggi non ha molti riscontri nel territorio del Viterbese”, spiega il neocomandante dei carabinieri provinciali, il colonnello Andrea Antonazzo.

In una conferenza mattutina nella sede della compagnia provinciale, i vertici dell’Arma spiegano l’operazione che rientra nell’attività di prevenzione e repressione dei reati di traffico di sostanze stupefacenti. Si tratta di un blitz che ha portato ad arresti domiciliari per cinque persone e misure restrittive per altri undici soggetti coinvolti nello spaccio di droga e nella detenzione di soldi falsi. Gli indagati hanno tra i 30 e i 35 anni. Stanotte sono state arrestate a Roma tre persone, tra cui una donna, delle cinque oggetto dell’ordinanza restrittiva: un filippino è tornato in patria e una persona è irreperibile. Gli arresti e le perquisizioni personali e domiciliari sono state eseguite a Roma dai carabinieri provinciali con l’intervento dei colleghi di Roma, Napoli e Firenze.

Quindi, i carabinieri di Viterbo e di Ronciglione sono passati all’azione. Il tutto sotto il coordinamento della procura di Roma. “L’indagine è denominata Fac simile – ha detto il comandante Antonazzo -. È iniziata nell’agosto 2017 e è stata condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ronciglione. Da subito, le attività si sono indirizzate per individuare i canali di accesso alla provincia”. Tutto parte dalla sostanza sequestrata due anni fa a Ronciglione. Droga fu trovata in possesso di un italiano e della sua compagna. “L’attenzione è stata subito alta – precisa Antonazzo – in quanto lo shaboo provoca degli effetti devastanti, creando subito dipendenza e determinando uno stato psichico e fisico così alterato da indurre gli assuntori a compiere gesti indicibili”. Infatti, lo shaboo è chiamato la droga dei kamikaze perché utilizzata, nella seconda guerra mondiale, dai piloti giapponesi che si immolavano schiantandosi contro i nemici.

Vicino al colonnello c’era il maggiore Alfredo Tammelleo: “Durante le investigazioni abbiamo ricostruito uno smercio messo in piedi sia da italiani che da filippini e nigeriani. Le indagini ci fanno pensare che i consumatori siano giovani, che usano lo shaboo per ballare e stare in piedi tutta la notte”. Quindi, lo sbocco di questa pericolosa droga sono i locali notturni di Viterbo e provincia.

L’attività investigativa è iniziata due anni fa e è stata condotta per 10 mesi con metodi tradizionali e con attività tecniche. Nel corso delle investigazioni sono stati arrestati in flagranza di reato 13 soggetti e sono stati sequestrati in totale 800 grammi di shaboo (15 grammi nel blitz romano di questa notte). Ogni dose costa intorno ai 50 euro. In seguito alle indagini la procura di Roma ha chiesto al giudice le misure cautelari in esecuzione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here