Rassicurazioni e paure nel dopo Fedeli. I commercianti invocano il “poliziotto di quartiere”, rinforzi in arrivo da Roma

Il sindaco “Non esageriamo, Viterbo è una città sicura, non è il Bronx. E Fusco (Lega) incalza: “Lotta agli affitti in nero”.

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06-05 (10)

“Dobbiamo impegnarci tutti per un mondo e una città meno violenta. Per una società che si fondi sul rispetto delle persone. Per un futuro migliore. E Santa Rosa ci aiuterà”. Parole accorate del vescovo Lino Fumagalli al funerale di Norveo Fedeli. Quasi duemila persone a dare l’estremo saluto al commerciante barbaramente ucciso da Michael Pang, agli arresti in carcere da sabato scorso. Quando i carabinieri di Marta e Capodimonte hanno prontamente catturato il 22enne che ieri nell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Savina Poli, nell’aula 1 del tribunale, ha ammesso l’omicidio del negoziante del centro storico di Viterbo.

Il ragazzo, ha detto lo stesso Pang al gip – e come riportato all’uscita dall’udienza dai legali difensori dell’americano di origine sudcoreana -, aveva l’intenzione di mettere in piedi un’attività di ristorazione a Vetralla, insieme a un socio che gestisce un locale vicino al negozio dove è avvenuto l’assassinio. Per questo era solito stare nei pressi del negozio di Fedeli.

Ma qui il tema, che parte dal fatto specifico, diventa di rilevanza generale quando si passa ad analizzare se Viterbo sia una città sicura o no. Se il capoluogo della Tuscia abbia ormai perso quella caratteristica di “posto tranquillo”. Oppure ha assunto i tratti di una città sprovincializzata, soprattutto negli aspetti meno positivi: criminalità (non solo micro: si veda l’inchiesta ancora fresca su ‘mafia viterbese’), aree del centro storico off limits, necessità di potenziare la presenza di forze dell’ordine.

Il sindaco Giovanni Arena giura che non è così: “Non esageriamo, Viterbo è una città sicura, non è il Bronx. Ed eventi ravvicinati come questo omicidio e la violenza in piazza Sallupara si verificano ogni morte di papa” ha detto in varie occasioni. Ma intanto da Roma sono arrivati dei rinforzi di polizia e l’ amministrazione comunale ha predisposto l’ istituzione di un presidio fisso di vigili urbani in piazza del Plebiscito.

Anche il procuratore capo Paolo Auriemma ha parlato di una risposta della pubblica sicurezza immediata, in merito alla cattura di Pang. Ma la percezione generale della sicurezza non è ai massimi livelli. La gente ha paura.

Ecco, allora, arrivare le grida di dolore dei piccoli commercianti. “Da molti anni – dice il presidente della Confesercenti Viterbo, Vincenzo Peparello – un cavallo di battaglia della nostra associazione è la presenza di vigili e poliziotti di quartiere, importante deterrente per balordi e criminali. Siamo pronti a collaborare con le forze dell’ordine per far fronte a una grave situazione creatasi a Viterbo, città considerata tranquilla e, purtroppo, in pochi giorni diventata scenario di gravissimi episodi. Bisogna ridare sicurezza a cittadini, commercianti e gestori di pubblici esercizi intervenendo subito con fermezza accanto alle forze dell’ordine. Per questo, occorre istituire un tavolo comune con autorità, enti locali e associazioni di categoria per un piano di emergenza contro la criminalità introducendo vigili e poliziotti di quartiere”.

Dello stesso tenore le parole del senatore leghista Umberto Fusco: “Ripensare la questione sicurezza. Ci sono zone cittadine che necessitano di un intervento che sappia risollevarle dal degrado. Innanzitutto, bisogna far emergere eventuali affitti in nero che generano problemi di illegalità a cascata. Questa ricognizione dovrà partire dall’area compresa tra piazza del Sacrario, piazza della Rocca e piazza San Faustino, che sempre più risulta essersi trasformata in un ghetto chiuso ai viterbesi. È poi indispensabile riconoscere l’importanza delle telecamere di sorveglianza”.

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