I detenuti del carcere di Civitavecchia mettono le “mani in pasta”

Si è concluso ieri il progetto “Le mani in pasta”, che fa parte di quello più ampio dal titolo “Scuola in carcere” che si è tenuto presso il penitenziario di Civitavecchia Giuseppe Passerini.

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Si è concluso ieri il progetto “Le mani in pasta”, che fa parte di quello più ampio dal titolo “Scuola in carcere” che si è tenuto presso il penitenziario di Civitavecchia Giuseppe Passerini. Un progetto che ha visto come alunni una trentina di detenuti che si sono impegnati nell’apprendere i metodi della cucina. Ieri, nell’ex aula del carcere, si è tenuta la cerimonia di chiusura del progetto, realizzato, oltre che dall’istituto di pena civitavecchiese, anche dall’istituto provinciale istruzione degli adulti, Giuseppe Foti di Viterbo, Roma e del Lazio, e dall’istituto alberghiero Stendhal di Civitavecchia. Alla fine, tutti i presenti, hanno potuto verificare il lavoro svolto dai reclusi, che hanno presentato una serie di piatti tipici di varie regioni italiane, assaggiati da tutti i commensali. Tra gli interventi, prima del lauto pasto, quello del direttore generale dell’Usr Lazio Gildo De Angelis. “Questo progetto è importante – ha detto – soprattutto perché dà la possibilità agli ospiti di questa struttura di costruirsi una possibile attività che potrebbe essere utile una volta che sarete usciti da qui. Uno degli studenti del corso però, è intervenuto al termine del discorso del dottor De Angelis per evidenziare la difficoltà dei detenuti anche una volta conclusa la pena e il ritorno alla vita fuori da una cella del carcere. “La detenzione – ha detto – è un’etichetta che ci portiamo addosso anche fuori, e non è così facile ricostruirsi una vita all’esterno. Ma è un progetto che comunque qui dentro funziona ed è senza dubbio molto utile”.
Quindi anche gli altri interventi, primo fra tutti quello della direttrice del carcere Patrizia Bravetti, che ha sottolineato il grande impegno degli studenti e ringraziato tutti gli insegnanti che hanno tenuto il corso. Ringraziamenti a cui si sono associate anche le dirigenti scolastiche dei due istituti, Francesca Sciamanna del Giuseppe Foti e Stefania Tinti dello Stendhal.

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