I favolosi anni sessanta… Ora tutto è cambiato. Avanti, o indietro di brutto?

In 60 anni cosa è cambiato? Tutto, si pensi solo che sono cresciuta con un mappamondo sul comodino, oggi ci sono i nuovi “terrapiattisti” che dichiarano: “la terra è piatta”.

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Terra-piatta

In 60 anni cosa è cambiato? Tutto, si pensi solo che sono cresciuta con un mappamondo sul comodino, oggi ci sono i nuovi “terrapiattisti” che dichiarano: “la terra è piatta”. Ora andassero a spiegarlo alle mie figlie, che devono usare un martello per appiattirlo. Non puoi più farlo girare e puntare il dito su una nazione. Che mondo piatto…che piatto mondo. Non ci sono più le mezze stagioni? Io affermo: non ci sono più le stagioni. A Natale si va al mare ed a ferragosto a sciare. É tempo dunque di fare un salto indietro nella memoria (mia), per ricordare gli anni passati, quelli della giovinezza, quelli della scoperta, i più spensierati. Quanti pianti, quante emozioni davanti ad uno dei tanti miei idoli, Luis Miguel, il messicano che vinse a Sanremo con: “Noi ragazzi di oggi”, quando non c’erano i contestatori solo perché a vincere era un extracomunitario. Gli anni ’60, che periodo! Io non l’ho vissuto se non attraverso i film, le canzoni. Quando il bianco e nero era un colore stupendo anche per i non juventini. Tutti figli dei fiori, oggi tutti figli di P (…), anche allora, ma oggi…si è perso il senso della OLTRE MISURA. Vorrei ricordare che siamo nati da un buco e moriremo entrando in un buco. In quegli anni, gli italiani (e non solo loro) hanno iniziato a sognare mappamondoville, palme, ranch e limousine di lusso, la villa di Malibu della Barbie (colpa d’Alfredo? Come la famosa canzone? No, ma il merito va a Dallas e Dinasty).
Si parlava tanto di consumismo, ma il vero consumismo l’abbiamo conosciuto solo negli ultimi anni. Prima si comprava, si consumava, per divertirsi. Oggi per riempire i vuoti interiori. Quando si giocava per strada e non si aveva il telefono, le ore le calcolavi dal calar del sole. Mia madre, per l’ora di cena – ricordo – mi chiamava dal balcone della cucina, le onde arrivavano dritte attraversando 5 isolati. Iniziava con il chiamarmi a voce alta “Loooooo”, per poi passare a “Loreeeee”, “Danaaaaaa”… E’ quando arrivava a fare lo spelling gridando il mio nome per intero che capivo che forse era tardi…troppo tardi! E così minacce con le ciabatte, minacce con la cinta, minacce con il mestolo fino ad arrivare a vere e proprie intimidazioni: “Questa sera, appena rientra lo dico a tuo padre”, ah che bei tempi!

E che dire dei programmi televisivi? Dico, dove lo mettiamo il “Drive in”,  “Il pranzo è servito”, i quiz di Mike Bongiorno, “Quelli della notte”, “Discoring”, “90° Minuto”, “Supergulp” o la “Europarade”, “Giochi senza frontiere”, “Colpo grosso”, non era estate senza Festivalbar e non era inverno se non si vedeva Sanremo, “Beautiful”…a no! quello ancora c’è, finché ci sono platani per Broocke…si continua! Le mie figlie fanno ricerca su google, io in biblioteca o con le fatidiche enciclopedie. La mia prima enciclopedia: “I libri del come e del perché”.  Avevano nomi del tipo: “Come funzionano le cose”, “Come le cose cambiano”, “Cosa fanno gli uomini”. Li’ molti miei compagni hanno scoperto  “il fai da te” sul proprio sesso oltre Postal market. Dalla teoria alla pratica. Io che – leggendoli – rimasi un po’ sconvolta, poiché i genitali venivano chiamati con i propri nomi e non come mi aveva insegnato mia madre…e da lì capii subito come viveva la sessualità mia madre. Per mitigare si è pensato di ridimensionare tali peccaminosi organi, assimilandoli a cose, oggetti o ad animali ed a chiamarli con dei nomi assurdi: Patonza, fragolina, patata, fringuello, uccellino, pisellino.

Primavera. Quella stagione nella quale tutti corriamo all’aperto per respirare finalmente un po’ di fresche esalazioni di benzina

Cit. Carletto Manzoni

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