I “giornaloni” stampati riscoprono i nostri tesori, Tuscia sul Corriere della Sera

Lo conferma un inserto sul "giornalone"

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Anche i “giornaloni” stampati, stanno riscoprendo i tesori della Tuscia.

Infatti, nella giornata di martedì 10 dicembre, allegato al Corriere della Sera, c’era un inserto dal titolo: “I tesori della Tuscia”. Oddio, ho subito pensato, che cosa diranno mai? Tanta era la curiosità, che me lo sono letto tutto da cima a fondo.

Nella foto a colori della pagina di copertina, c’è in primo piano un mare di nocciole. La famosa “gentile romana”, ambita da tutte le fabbriche di dolciumi, per la bontà, e la quasi perfetta sfericità. Poi entrando nello specifico, ecco che si presenta subito però la nostra endemica debolezza nelle infrastrutture e nei trasporti, che vengono bonariamente etichettati come: “da rilanciare”.

L’estensore dell’articolo sottolinea come la distanza che separa Roma da Viterbo, sia di soli 80 chilometri. Chilometri pochi, ma minuti tanti. Infatti, per percorrerli ci vogliono circa due ore: troppe! Questa criticità rappresenta un ostacolo allo sviluppo imprenditoriale di questa nostra zona, a nord di Roma che ha tante potenzialità inespresse.

Si parla poi, come per addolcire la pillola, della ferrovia Roma Nord, che ha recentemente ricevuto un investimento regionale di 337 milioni, per l’acquisto di nuovi treni. Non poteva mancare un accenno al trasporto su gomma, ed ecco le dolenti note della superstrada Orte-Viterbo-Civitavecchia, che è bloccata negli ultimi chilometri per un ricorso delle associazioni ambientaliste.

E finalmente arrivano le Terme. Nel titolo si appellano come  “acqua magica”. Ed ecco che si materializzano nelle Terme dei Papi (unica convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale), la Therma Oasi e altre Terme.

Nel lodare il paesaggio rimasto immutato nei secoli, c’è un bel riferimento al percorso spettacolo-interattivo nel suggestivo bosco del Sasseto di Acquapendente. Quello stesso bosco da sempre indicato come il bosco della strega di Biancaneve. Mentre a Civita di Bagnoregio ormai si contano circa 600 mila visitatori all’anno.

Accanto ai pregi della nostra produzione olearia, che uno studio dell’università La Sapienza cataloga come altamente terapeutico perché contiene una molecola che combatte il diabete, c’è anche la produzione di castagne. Quella ricercata di Vallerano,  è l’unica dop a livello nazionale. Un frutto famoso per dolcezza, dimensioni e pelabilità, che si esporta in Austria, Germania e Svizzera.

Per il distretto ceramico di Civita Castellana viene portata come esempio la Ceramica Flaminia che con 23 milioni di euro di fatturato nel 2018,  si è aggiudicata il titolo di azienda più dinamica del distretto, per la produzione di sanitari. Non manca una intervista breve ma incisiva al presidente Augusto Ciarrocchi. Un presidente “con i baffi”, nel senso che è molto attivo e pieno di idee. “Abbiamo puntato su design e innovazione, e con noi oggi collaborano grandi architetti italiani e stranieri. Dopo il mercato interno , esportiamo in vari paesi come: Ue, Oriente, Australia e Stati Uniti”. Queste le parole del giovane e dinamico presidente della Ceramica Flaminia Augusto Ciarrocchi.

Parlando di export viene naturale parlare della pietra naturale di Bagnoregio, la Basaltina. Pietra lavica impiegata anche dai romani e oggi conosciuta in tutto il mondo, utilizzata anche per i pavimenti del “Moma” di New York.

A Valentano poi troviamo la DiMar Group, specializzata nella lavorazione di pellami, oggi punto di riferimento per i più importanti “brand” internazionali, che producono accessori di lusso, soprattutto borse da donna.

A Cura di Vetralla invece c’è la “Scuderi Confezioni”, guidata da Stefano Scuderi, che produce vestiti da uomo, in pratica su misura. L’azienda  che confeziona “capispalla”, dove si sposano bene la tecnologia e l’artigianalità, esporta circa l’80% del fatturato.

Ma non finisce qui. Nella prossima puntata parleremo delle altre nostre eccellenze, riportate nell’inserto del Corriere della Sera.

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