I giorni della Merla e la nevicata del ’56: da far venire i brividi!

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Gli ultimi tre giorni di gennaio sono definiti “i giorni della Merla” e iconsiderati i più freddi dell’anno.
Ieri però le temperature a Viterbo hanno fatto registrare un rialzo.
Niente a che vedere con gli ultimi giorni del mese del 1956.

Sono passati 65 anni da allora, ma chi c’era ricorda perfettamente cosa successe.

La nevicata del 1956 e la relativa ondata di freddo polare di quell’anno rappresentano un evento meteorologico molto rilevante ed eccezionale per le dimensioni del fenomeno, la durata e l’intensità. La neve iniziò a cadere alla fine di gennaio, nei giorni detti della “Merla” e il freddo durò per quasi tutto febbraio.

L’intensità fu  tale da essere definita la “nevicata del secolo”: fu l’evento nevoso più marcato dai tempi dell’ inverno del 1929 per tutta la penisola, ed i successivi fenomeni del gennaio 1985 e 1986, non meno rilevanti, non ne eguagliarono comunque l’estensione temporale e geografica.

“La nevicata del ‘56” è anche il titolo di una canzone presentata da Mia Martini al Festival di Sanremo nel 1990, che  ottenne il Premio della Critica.  L’indimenticata artista, all’epoca, confessò i motivi della scelta legata alla sua decisione di tornare sul palco dell’Ariston, dopo il suo rientro a Sanremo nel 1989 con “Almeno tu nell’universo”, e di proporre, anzichè un’altra storia d’amore, come avrebbe potuto fare per bissare il successo dell’anno precedente, un quadro poetico realizzato da Carla Vistarini su musica di Luigi Lopez e Fabio Massimo Cantini, con la collaborazione  di  Franco Califano.
Disse Mimì:
“E’ un affresco sulla mia infanzia. Oggi la vedo alla luce di tante discese e salite e questa proiezione sul mio passato mi fa risaltare soltanto le cose belle, la figura di mio padre nella mia casa, che non mi ha mai portato allo stadio, era un uomo di cultura e fervente politico, ma mi faceva vedere il mondo dalle sue spalle. Questo brano me lo hanno fatto ascoltare due degli autori e mi è piaciuto subito. Ho fatto apportare qualche variazione nel testo, perché la storia parlava di una ragazza che allora aveva circa venti anni, mentre io all’epoca avevo appena otto anni. Allora con Franco Califano abbiamo cambiato il testo.”

L’interpretazione data da Mia Martini fu molto raffinata e intensa, a tal punto da far venire i brividi persino a Ray Charles, presente in quella edizione.
Ancora, sentendola, vengono i brividi…e non per il freddo!

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