I grani di Strampelli ancora in pericolo

Gli arresti di alcuni dirigenti del CREA potrebbero pregiudicare l'operazione di recupero del centro di ricerca Nazzareno Strampelli.

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centro di ricerca Nazzareno Strampelli

I recenti arresti che hanno colpito alcuni dirigenti del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) potrebbero pregiudicare in modo irreparabile la delicata operazione di recupero e innovazione del centro di ricerca “Nazzareno Strampelli”, il prestigioso ente in cui vennero condotte un secolo fa le sperimentazioni genetiche sul grano che hanno condizionato la storia dell’agricoltura mondiale.

A lanciare l’allarme il deputato reatino Alessandro Fusacchia, che da capo di gabinetto del Ministro dell’Istruzione alla fine del 2015 si era speso per un ambizioso progetto che mirava a salvaguardare le strutture e le dotazioni tecniche del Centro Sperimentale Strampelli di Rieti, facendone al tempo stesso un polo di ricerca a supporto della filiera olivicola e olearia di livello internazionale.

L’operazione di riqualificazione e valorizzazione della struttura vedeva la partecipazione, assieme al ministero proponente, anche del CREA e dell’Università della Tuscia, che avrebbero finanziato il 50% del progetto.

Ma la decapitazione dei vertici dell’ente di ricerca del Ministero dell’Agricoltura, agli arresti domiciliari con l’accusa a vario titolo di peculato, abuso d’ufficio e falso, ha calato una pesante ipoteca sul futuro del progetto.

“Le recenti notizie di cronaca relative all’arresto dei vertici del CREA  – ha dichiarato Fusacchia – rischiano di compromettere il progetto di recupero dello Strampelli e l’insediamento di una struttura di ricerca a Rieti. Ho per questo sentito nelle ultime ore sia il rettore della Tuscia sia il direttore generale competente del MIUR, che mi hanno confermato la disponibilità e volontà a portare avanti il progetto. Vedremo con quali tempi il CREA potrà adesso confermare, anche formalmente, l’impegno preso. Quattro anni fa era tutto pronto, facciamo in modo che i prossimi quattro mesi ci permettano di chiudere – e quindi avviare – il progetto una volta per tutte.”

A margine di una conferenza stampa al Senato, il Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio ha voluto rassicurare sulle attività dell’ente di ricerca:

“Le vicende giudiziarie del Crea ci hanno lasciati molto sorpresi. Nelle prossime ore faremo il punto sulla situazione. Tuttavia ricerca e programmi vanno avanti. Nell’ente ci sono migliaia di persone che fanno un lavoro di ricerca prezioso per l’agricoltura e il settore alimentare”.

Nel frattempo, la Stazione di Granicoltura di Campomoro, dove sono conservati i grani oggetto degli studi di Strampelli, dichiarata inagibile dopo il sisma del 2016, è in stato di abbandono, esposta agli attacchi dei vandali che hanno già creato diversi danni.

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