L' incontro di ieri ha messo il dito nella piaga della ASL viterbese

I mali della sanità: la gente vuole verità, i poteri forti mettono il silenziatore. Ma dove siamo? In Corea del Nord?

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Il direttore Giovanni Masotti
Foto di Erika Orsini

Medici, sindacalisti e operatori del settore, infermieri. Ha colpito nel segno, senza tacere magagne e sospetti, il convegno dedicato al “lato oscuro” della sanità viterbese, di cui il nostro giornale – malgrado avvertimenti espliciti ricevuti e un episodio di minaccia vera – si sta occupando incessantemente e con assoluto rigore documentale da alcuni mesi a questa parte, riscuotendo larghi consensi da parte della popolazione, colpita e penalizzata da un sistema vischioso e opaco, gestito con spregiudicatezza e inadeguatezza dai soliti noti, il Pd regionale e i suoi scudieri.

In molti ci stanno ringraziando per l’ iniziativa di verità intrapresa – e vi assicuro che c’è voluto molto coraggio – attorno alla quale i circoli trasversali del potere viterbese hanno steso una rete di omertà e di silenzio. La gente partecipe, la stragrande maggioranza dei media – invece – vergognosamente assente, con il chiaro intento di silenziare l’ impatto devastante creato dalle denunce e dalle sopraffazioni tipiche di un sistema chiuso e nepotistico, in cui il merito viene schiacciato dall’ affarismo e dalle convenienze politiche. Una bassa abitudine questa attitudine al nascondere, al sopire e al troncare. Una vergogna che continueremo a combattere, ben consapevoli dei rischi in cui incorriamo. Ma siamo convinti che la battaglia è sacrosanta e tutta dalla parte di una cittadinanza vilipesa e danneggiata. Andiamo avanti, quindi. Respingendo gli esempi che ci vengono dagli angoli più bui del pianeta. Non accettiamo le censure e i silenzi che sono connaturati nei regimi, perché di questo si tratta, di regime. Non ci rassegnamo ai metodi usati in paesi come la Corea del Nord, il Venezuela o la Cina: siamo in Europa, in Italia.

Democrazia vuol dire libertà di parola e ricerca delle responsabilità laddove emergano. Non per partito preso o per bassi interessi politici, ma per amore della verità vista come tutela prima del cittadino. Noi andiamo avanti, ripeto. Chi persegue giusti obiettivi, ci segua. Chi ha da celare segreti scomodi, continui pure a fare finta di niente. Non potrà continuare così all’ infinito. Ma ci proverà fino all’ ultimo. Questo è certo.

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