Eppure qualcuno continua a raccontarci la barzelletta del "Modello Lazio" ripreso e studiato all'estero

I medici del Lazio bocciano i test molecolari proposti da D’Amato

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Così come ci raccontavano del “Modello Italia” preso d’esempio dai Paesi esteri, almeno fino ad oggi, qualcuno enfatizzava e glorificava il “Modello Lazio” elaborato dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato. Peccato che questo modello piaccia a tutti tranne che ai medici ai del Smi (Sindacato medici italiani).

Il sindacato dei medici avrebbe bocciato senza appellativi i test proposti da D’Amato “sia relativamente alla opportunità di effettuare i prelievi sierologici anti Covid e addirittura i tamponi molecolari per la ricerca del virus Sars Cov 19, negli studi dei medici di famiglia”. E la bocciatura è anche motivata: “Aumenterebbero la promiscuità nei locali e quindi non potrà contare sul coinvolgimento dei camici bianchi di base”.

Il sindacato avrebbe anche scritto un’aspra lettera indirizzata al governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Invitiamo l’assessore D’Amato a un doveroso rigore istituzionale ed a convocare le parti per decidere serie ed urgenti strategie di azione per consentire ai medici di famiglia ed agli assistiti dei medici di famiglia di ipotizzare mesi meno complicati e caotici di quelli trascorsi. Le attività di sanità pubblica che coinvolgono i Medici di famiglia (Medici Convenzionati per la Assistenza primaria, in questo caso) devono essere concertate in appositi tavoli istituzionali a ciò preposti”. Questo un passaggio della lettera firmata dalla responsabile regionale della Medicina Generale Smi, Cristina Patrizi.

 

Insomma, il mito del “Modello Lazio” sta per cadere sotto i colpi dei sindacati. Nel frattempo, attendiamo fiduciosi che la giustizia – quella sana e non politicizzata – faccia il proprio corso per quanto riguarda la vicenda dei fondi utilizzati proprio da D’Amato per pagarsi la campagna elettorale.

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