Tuscia democratica di Pd e M5s è stata la lista più votata

I piccoli Comuni con meno di tremila residenti determinanti alle Provinciali

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Il Viterbese è un territorio costellato da piccoli Comuni con meno di 3000 abitanti.

E sono stati proprio loro, nonostante le elezioni provinciali siano a voto ponderato – ossia le preferenze dei municipi hanno un peso diverso a seconda il numero degli abitanti – l’ossatura portante della competizione elettorale del 18 dicembre per il rinnovo di presidente e consiglio di Palazzo Gentili.

Tuscia democratica, lista composta da esponenti del Pd e del M5s, con i suoi 285 voti è stata quella più ‘gettonata’ e 122 di quelle preferenze derivano proprio dai Comuni in fascia A, quelli con popolazione inferiore ai 3000 abitanti.

Segue la lista di Forza Italia Azzurri per la Tuscia con 131 voti, di cui 80 da amministrazioni di fascia A.

Le due liste portavano come candidato unico il forzista Alessandro Romoli, che è risultato eletto presidente con 465 voti.

Il suo competitor, il leghista Alessandro Giulivi, si è fermato a 200.

Era sostenuto dalla lista Tuscia tricolore di Fratelli d’Italia che ha totalizzato 123 preferenze, di cui 37 dai paesi con meno di 3000 abitanti, e da Prima la Tuscia della Lega votata da 71 elettori. In questo caso il numero maggiore di schede, 19, rappresentano i Comuni della fascia C da 5000 a 10mila residenti.

Considerato il totale delle preferenze delle due liste, Giulivi ha potuto contare su sei voti provenienti da altri.

Per i Beni comuni, quinta lista in campo e che non esprimeva alcun candidato presidente, ha ottenuto 81 preferenze, di cui 38 dalla fascia A.

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