Minuto di silenzio prima del fischio di inizio della partita

I piccoli del Flaminia Civita Castellana e del Nepi ricordano Matias

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L’uccisione del piccolo Matias ha scosso la Tuscia intera e, ieri pomeriggio, prima della partita di calcio, i piccoli giocatori della Flaminia Civita Castellana e del Nepi hanno ricordato Matias, il bimbo di dieci anni appena ucciso martedì 16 novembre, presumibilmente dal padre, Mirko Tomkow, già colpito da divieto di avvicinamento. (https://www.lamiacittanews.it/appunti-mattiasil-piccolo-mattias-ucciso-con-una-coltellata-alla-gola-il-padre-piantonato-a-belcolle/).

Per iniziativa del tecnico Ovidio De Benedetti si sono stretti silenziosamente in un abbraccio in attesa del fischio di inizio. Un gesto simbolico in ricordo di un bambino che, come la gran parte dei bimbi della sua età, era appassionato di pallone e serie A.

Intanto Tomkow, 44enne polacco, rimane piantonato nel reparto carcerario di Belcolle, dove è ricoverato dal giorno del delitto. L’uomo, manovale, è accusato di aver assassinato il suo bimbo con una coltellata.

Matias, quel giorno, era stato prelevato da scuola alle 13,20 circa dallo zio perché la sua mamma, Mariola Rapaj, era in prova da due giorni in una pizzeria di Vetralla. Pare che l’uomo avesse chiesto al nipote se volesse andare a pranzo da lui, ma il piccolo avrebbe risposto che preferiva rimanere a casa sua. C’era l’accordo che la sua mamma l’avrebbe chiamato spesso per accertarsi che andasse tutto bene: alla prima telefonata Matias aveva risposto. Invani, invece, il secondo ed il terzo tentativo. Così Mariola era scappata di corsa dalla pizzeria dirigendosi verso Stradone Luzi, nel suo appartamento. Qui la macabra scoperta.

Sabato ai funerali, il sacerdote aveva invitato a “non voltarsi dall’altra parte”. Un monito quello del parroco. “Siamo qui, sconvolti dal dolore, umiliati dalla morte. – ha detto il sacerdote all’inizio della cerimonia – Non so quali siano i sentimenti di ciascuno, ma una cosa è certa: qualunque sentimento adesso va trasformato in preghiera affinché sostenga i famigliari. Se qualcuno è stato complice del male, attraverso la noncuranza, assumiamoci le nostre responsabilità personali e comunitarie”. (https://www.lamiacittanews.it/il-sacrificio-di-matias-ci-insegni-a-non-voltarci-dallaltra-parte/).

 

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