L'Italia è a pezzi, ma loro si scannano su referendum e legge elettorale. Il resto non conta...

I rossogialli se ne fregano degli italiani! Un paese in emergenza affogato da sconsiderati poltronisti

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Il direttore Giovanni Masotti

C’è l’emergenza sanitaria, che è tutt’ altro che finita ed è tuttora in agguato anche grazie alle porte spalancate a centinaia e centinaia di immigrati, che prendono d’assalto le nostre coste, riducono Lampedusa a un suk e portano ondate di Covid. C’è la crisi economica, spaventosa, che morde e svuota le tasche degli italiani, presi in giro da tante promesse a vuoto. Soldi, prestiti, finanziamenti, voucher, aiuti sbandierati e mai concretizzati. Come quelli europei, che non si sa che fine mai abbiano fatto nonostante i ripetuti proclami dell’ avvocaticchio pugliese.

C’è la scuola che non si sa quando e come riaprirà, stramazzata grazie alle follie di una ministra grillina che cambia idea due volte al dì. Insomma c’è lo sfracello generalizzato e un autunno che si preannuncia terribile e loro che fanno? Che combinano il pallido e azzimato Conte, l’abbronzatissimo Di Maio, il nervosetto ridanciano Zingaretti e l’ondivago Renzi da Pontassieve, invece di rimboccarsi le maniche e tuffarsi a capo fitto nella risoluzione dei problemi concreti, tentando di recuperare il tempo perduto? Ebbene, non fanno niente di niente! No… Loro si dedicano a due temi di cui non può fregar di meno agli italiani e si scannano su questi due bluff per chiare motivazioni elettorali.

Tutto è bloccato per lo scontro sul referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari (un risparmio di una tazzina caffè all’anno  per ciascun italiano e tanto lavoro in meno)  e per la concione sulla nuova legge elettorale proporzionale. Il primo lo vogliono gli ipocriti demagoghi grillini, la seconda i dem per frenare l’ avanzata del centro-destra. Ma ne vedranno delle belle questi cari signori assatanati di potere.

Loro se ne fottono altamente degli italiani, e gli italiani – alle prossime regionali – se ne fotteranno altamente di loro. E i Conte (in primis), gli Zingaretti, i Di Maio e i Renzi resteranno una buona volta in mutande. Pan per focaccia. E si aprirà – Dio lo voglia – un nuovo capitolo, meno fetente di questo.

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