Napoli insorge contro lo sceriffo De Luca, nel Lazio di Zingaretti partono le prime multe a cittadini ed attività. Nel frattempo Conte e Speranza progettano il "lockdown morbido" per coprire i disastri del governo, ma i numeri reali della pandemia quali sono?

I turisti della democrazia

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Siete già corsi al supermercato a comprare il lievito per fare il pane e le pizze? State riscaldando la voce per tornare a cantare ai balconi? Avete già deciso quali lenzuoli esporre dalle vostre finestre a mo’ di striscione? Se non avete ancora fatto nessuna di queste tre cose sbrigatevi, perché rischiate di farvi trovare impreparati per il nuovo lockdown che incombe sulle vostre vite.

Mentre le proteste dei cittadini, inferociti contro il governatore-sceriffo Vincenzo De Luca ed il lockdown per la Campania, infuocano Napoli, il Paese resta con il fiato sospeso in attesa di conoscere quale sarà il suo destino. Il premier Conte ha quasi giurato di fronte al Parlamento che non ci sarà un nuovo lockdown, ma, dati i precedenti di febbraio (quando ci aveva detto che l’Italia era prontissima ad affrontare l’epidemia) e le continue balle (aiuti dall’Europa mai arrivati, investimenti nella ripartenza economica e nella sanità mai fatti e sussidi rimasti nella fantasia dei più ottimisti), non c’è affatto da fidarsi.

Ed infatti, secondo quanto riportato da diversi quotidiani nazionali, Conte ed il ministro Speranza starebbero progettando un “lockdown morbido“. Cosa significhi questa parola, semanticamente parlando, è una vera e propria incognita, ma ci sono già le primissime anticipazioni. Innanzitutto il tempo stringe, ed infatti l’esecutivo si è prefissato una data che non vada oltre i prossimi 7-10 giorni. L’idea è quella di un coprifuoco alle 21 in tutta Italia mediante l’uso dell’ennesimo dpcm, e già questo provvedimento sarebbe una mannaia tagliente per bar e ristoranti, sopravvissuti miracolosamente al lockdown primaverile. Ma attenzione perché, nella peggiore delle ipotesi, sempre tramite dpcm, si potrebbe consentire l’uscita agli italiani soltanto per andare a scuola o al lavoro, limitando al massimo le ormai note “attività non essenziali” che non ci è ancora chiaro quali siano. Addirittura Speranza lancia la sua proposta: due settimane di “reset” per permettere alle corsie degli ospedali di rifiatare. Crediamo fermamente che non sarebbero servite le innumerevoli task forces, comitati di scienziati e fior fior di commissari (lautamente ricompensati) per prendere queste decisioni.

Ovviamente tutti questi provvedimenti saranno presi senza passare minimamente dal Parlamento, così come non sono passate dai rispettivi Consigli Regionali le ordinanze di De Luca e Zingaretti. Proprio nel Lazio di Zinga, dove vige il coprifuoco dalle 24 alle 5, stanno piovendo le prime multe ai trasgressori, ovvero cittadini ed attività come bar e ristoranti. L’assenza di democrazia, in questi mesi terribili, sta generando caos e scompiglio da nord a sud: anche la Lombardia di Attilio Fontana ha optato per il pugno duro, ma possiamo dire che in tutto questo caos, se proprio c’è qualche Regione da prendere come esempio, quest’ultima è proprio la tanto vituperata Lombardia.

Eh già, molti supporters grillini e anti-salviniani storceranno il naso, ma bisogna essere obiettivi. Per esempio, mentre Vincenzo De Luca si lasciava andare in piagnistei, proclami e show da circo sui social senza riservare un solo centesimo agli investimenti per la Sanità, Attilio Fontana – crocefisso per la vicenda dei camici e per la gestione delle Rsa – potenziava le terapie intensive e preparava l’ospedale alla Fiera di Milano per l’utilizzo, e pensare che la struttura era stata letteralmente demonizzata dai grillini e dal Pd, che la giudicavano uno spreco inutile.

E, senza paura di dover essere accusati come filo-leghisti, facciamo anche notare come la Lombardia ed il suo governatore siano stati colti impreparati dal Covid. La Lombardia si è ritrovata ad essere il focolaio d’Italia dall’oggi al domani, senza preavviso. Il Lazio di Zinga e la Campania di De Luca erano ben consci del pericolo, eppure sono riusciti a farsi cogliere alla sprovvista. Come mai? Beh, i complottismi non ci piacciono, per questo preferiamo parlare di incompetenza. Sia Zingaretti che De Luca hanno avuto ben 8 mesi per preparare le reti ospedaliere a questo momento, hanno avuto quasi un anno intero per evitare che gli ospedali (già abbastanza vulnerabili) si trovassero al collasso, eppure hanno optato per riaprire le scuole ed i trasporti scordandosi di attuare un serio piano di prevenzione. I Drive-In sono un’odissea, nelle case di riposo gli operatori si contagiano esponendo gli anziani ad un serio rischio, i protocolli sanitari rasentano il ridicolo, i numeri verdi delle Asl ai quali i cittadini dovrebbero chiamare sono andati in tilt, gli uffici pubblici sono allo sbando, insomma, un vero e proprio inferno.

Eppure i numeri divulgati dall’Iss sono inopinabili: l’età media dei decessi (che ieri sono stati 91) è 80 anni, mentre la percentuale di morti sotto ai 50 anni è dell’1,1%. Il quadro clinico dei pazienti deceduti è assolutamente da prendere in considerazione al fine di fare riflessioni oggettive: il 62,9% dei morti aveva 3 o più patologie preesistenti, il 19,9% aveva due patologie pregresse, il 13,6% una sola patologia pregressa, il 3,6% non presentava alcuna patologia. Possiamo quindi affermare che su 36.008 pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, 1296 sono quelli che non avevano altre patologie prima di contrarre il Coronavirus. Conservando il più umile rammarico ed il più immenso rispetto per la famiglie delle persone scomparse, va detto che se questi sono i numeri con cui ogni giorno politici e giornali bombardano i cittadini parlando di emergenza sanitaria viene decisamente voglia di strapparsi i capelli.

Lungi da noi predicare il negazionismo, il virus esiste e dobbiamo esserne assolutamente consapevoli di modo da poter essere ancor più responsabili. Ma è desolante vedere che le istituzioni puntino a creare, quasi inspiegabilmente, un regime del terrore, soprattutto se si pensa a Nazioni come Germania, Spagna, Francia ed Inghilterra, dove non si parla di lockdown nonostante i numeri dei contagi. Anche gli scienziati hanno preso le distanze dal coprifuoco, spiegando che tale provvedimento non ha niente di scientifico. La politica italiana ha perso tempo, ha temporeggiato da marzo ad oggi evitando di cercare e di trovare soluzioni alternative alle limitazioni delle libertà dei cittadini. Ora a pagarne le conseguenze saranno tutti gli italiani, trattati alla stregua di una popolazione indigena ignorante, timorata e credulona.

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