I viterbesi e la felicità… Cercatela anche in un film, nel segno di Bob Dylan!

Ogni giorno ci arrabbiamo, ci indigniamo, ci spaventiamo, ascoltiamo musica, amiamo, soffriamo, guardiamo film, sotto la spinta o in attesa di emozioni

358

“…Voglio dire che tutto ha inizio sempre da uno stimolo emotivo: reazione
a una ingiustizia, sdegno per l’ipocrisia mia ed altrui, solidarietà e simpatia
umana.” diceva Eduardo De Filippo

Ogni giorno ci arrabbiamo, ci indigniamo, ci spaventiamo, ascoltiamo musica, amiamo, soffriamo, guardiamo film, sotto la spinta o in attesa di emozioni. La cosa stupefacente è che quasi mai abbiamo consapevolezza di come questo immenso arsenale emotivo ci condizioni e ci governi. Sempre alla ricerca della felicità.

Ma per i viterbesi, cos’è la felicità? Dove la cercano?
Nella tranquillità di una città di provincia così vicina ma anche tanto lontana dal caos di Roma; nelle sue fontane, mute testimoni di un tempo passato; nell’ombra dei platani dei viali di periferia nei giorni d’estate; in una via Garbini asfaltata dopo anni di buche; davanti all’urna di Santa Rosa; nelle feste, nelle tradizioni, nel rassicurante tepore delle acque termali, negli echi del tempo che fu, che portano dentro. La gente si conosceva, a Viterbo, parlava, si aiutava. Ricordo da piccola a Pianoscarano le vecchiette sedute sull’uscio a tessere ricordi, ricami e consigli; i giochi nei cortili la sera d’estate. Per noi bimbi quella era la felicità.
Il viterbese , come tutti, ricerca la felicità nelle tradizioni, nei rapporti umani, nelle emozioni. Nel sentirsi la parte di un tutto.

Le imprese a volte chiudono per carestia di capitali relazionali e spirituali, per un analfabetismo emozionale che porta a non saper più dire parole come ‘scusa’, ‘perdonami’, ‘grazie’.

Nel 1995 Daniel Goleman pubblica il best seller “Emotional intelligence”. Per Goleman, le emozioni sono non soltanto il lascito del primate che ci ha preceduto lungo la nostra tormentata storia evolutiva, ma gli elementi di una grammatica che ci permette di costruire “testi emotivi”, di comunicare ed interagire secondo finalità determinate: l’interazione emotiva diviene “transazione emotiva”, ossia un’interazione secondo dinamiche regolabili. Ma, per imboccare la strada della felicità, ci vuole altro.

Già dal XVIII secolo, gli illuministi hanno rovesciato le carte; cosa hanno fatto gli adoratori della dea ragione. Hanno spalancato le porte alle discipline razionali (matematica, fisica) e sbattuto la dimensione emotiva nel retrobottega del pensiero umano e questo imprinting originario si è propagato nello spazio e nel tempo giungendo intatto sino a noi, sterilizzando le idee rivoluzionarie di Goleman.

A quasi 25 anni da Emotional intelligence il nuovo film “AAA CERCASI FELICITÀ” di Rita Giancola, presentato il 18 agosto alla Palazzina Sabatelli a Sant’Ippolito (Pu), riabilita la grammatica emotiva e lo fa per mezzo della commedia e della leggerezza dello sguardo femminile.

Al film di Rita Giancola si può trasferire interamente quello che disse Bob Dylan:« Potevi sentire le sue canzoni e allo stesso tempo imparare a vivere».
Il film è promosso da CulturAmbiente Associazione Internazionale & Centro per la Pace, coinvolgendo rapporti professionali, diplomatici e amichevoli tra l’Italia e la Romania.
A volte anche un film può aiutare a trovare la felicità, anche a noi viterbesi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui