Mattinata piuttosto movimentata con due sit-in di protesta: il primo sotto la Provincia contro Talete che sta cercando nuovi soci privati, il secondo contro le 14mila tonnellate di rifiuti che stanno arrivando a Viterbo da tutto il Lazio

I viterbesi scendono in piazza contro i rifiuti e Talete

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Come riportato più volte dal nostro giornale, i cittadini viterbesi non stanno nascondendo affatto il loro malumore in relazione alle scelte di Zingaretti e Talete.

Oggi era in programma a Palazzo Gentili, sede della Provincia, una votazione per conferire a Salvatore Genova, amministratore delegato di Talete, una sorta di mandato esplorativo per cercare nuovi soci privati. Mentre si teneva la riunione dei sindaci, alcuni cittadini si sono dati appuntamento proprio sotto la Provincia alle 11 per protestare contro la scelta di Genova.

Oltre ai comitati per l’acqua pubblica, sempre presenti quando ci sono da discutere argomenti simili, questa volta erano presenti anche diversi volti noti della politica viterbese. Luisa Ciambella, Chiara Frontini e Massimo Erbetti, consiglieri comunali a Palazzo dei Priori, hanno infatti deciso di scendere in piazza insieme ai cittadini ed ai comitati. C’erano anche Paola Celletti, Bengasi Battisti e  Francesco Lombardi, da sempre contrari alla via della privatizzazione dell’acqua.

Non ci sono stati, fortunatamente, momenti di tensione. La protesta è stata civile e soprattutto pacifica, con i manifestanti che hanno esposto cartelli e striscioni intonando cori di disappunto. In particolare, il comitato “Noncelabeviamo” chiedeva di poter partecipare all’assemblea Talete, richiesta ovviamente respinta. In questo senso, anche il neo amministratore Salvatore Genova sembra voler proseguire la strada del suo predecessore Andrea Bossola, che non ha mai consentito lo svolgimento di un’assemblea “aperta”. Nemmeno ai giornalisti.

Ad un’ora di distanza, mentre a via Saffi si aspettavano notizie dalla riunione, un altro gruppo di cittadini si è riunito in Piazza del Comune, proprio di fronte a Palazzo dei Priori. Il sit-in è stato organizzato per esprimere dissenso verso la scelta della Regione Lazio, che manderà a Viterbo 14mila tonnellate di rifiuti provenienti da praticamente tutto il Lazio fino al 30 giugno.

“Per colpa di amministrazioni incapaci di gestire la situazione – si legge in una nota che ha iniziato a circolare sui social concluso il sit- in – Viterbo deve far fronte agli errori degli altri. Grazie Zingaretti e Grazie ai politici locali che, sinceramente, non fanno sentire che esistono ai vertici di palazzo. In più il Flash Mob era anche per l’assurdo coprifuoco che ha definitivamente ucciso le aziende ricettive. Ora siamo pochi.. ma un giorno saremo in tanti…”.

Insomma, è proprio il caso di dire che questa volta i viterbesi non ci stanno. La Città dei Papi non può diventare la Cloaca Maxima della Regione Lazio. E questo, a molti, pare più che condivisibile.

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