Ieri, 16 luglio, è stata celebrata la Madonna del Carmelo nella chiesa del Gonfalone

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Viterbo- Ieri, giovedì 16 luglio, in occasione della ricorrenza della Madonna del Carmelo, è stato esposto nella chiesa del Gonfalone (sita in Via Cardinal La Fontaine) il simulacro della Vergine.

Quest’anno non c’è stata la tradizionale processione in onore della Madonna a causa delle disposizioni anti Covid, ma è stata celebrata la Santa Messa più volte durante la giornata, secondo il
programma religioso predisposto dall’Arciconfraternita del Gonfalone e dall’Associazione Femminile Madonna del Carmelo.

Alle ore 20,30, in particolare, è stato recitato il S. Rosario, seguito dalla celebrazione della S. Messa da parte del vescovo mons. Lino Fumagalli.
Durante la cerimonia, sono state consegnate ai Confratelli dell’Arciconfraternita le mozzette per completare il saio bianco.

Molto importante è stata anche la pubblicazione di un volume sulla storia della Confraternita e della chiesa del Gonfalone scritta da Don Mario Brizi, Parroco di S. Maria Nuova e Cappellano della Confraternita. Si è così celebrato il quinto anniversario del Sodalizio che intende porsi in continuità con l’antica Confraternita del Gonfalone, che vanta ben sette secoli di storia.

Ma perchè è tanto venerata la Madonna del Carmelo?
Il Monte Carmelo fu, fin dai tempi più remoti, assai famoso in Palestina, oggi territorio israeliano. Su di esso infatti si ritiravano uomini di santa vita per onorarvi, ancor prima che nascesse, la Vergine Madre di Dio. Venne santificato pure da un lungo soggiorno che vi fece il profeta Elia.

Continuarono poi alcuni pii solitari a ritirarsi sul Monte Carmelo.

Verso il secolo XI, un pio sacerdote calabrese eresse sui ruderi di una cappella anteriore una chiesetta alla Vergine, ed, avendo raccolti altri compagni, ebbe dal patriarca di Gerusalemme una regola di vita.
Così iniziò l’ordine dei Carmelitani che fu poi approvato dai Sommi Pontefici Onorio II e Gregorio IX.

Ma la festa della Madonna del Carmine (o del Carmelo) è strettamente legata al grande devoto della Vergine, S. Simone Stock. Era questi un inglese che, per onorare la Madre di Dio, si era dato ad austerissime discipline, rinnovando le mortificazioni dei primi eremiti. E quando, sul principio del XIII secolo, l’Ordine Carmelitano si estese in Inghilterra, S. Simone, attratto dalla devozione che i Carmelitani professavano a Maria, volle entrare nel loro Ordine.

Fu accettato e chiese di vedere il Monte Carmelo; così visitò a piedi nudi tutti i luoghi sacri della Palestina, trattenendovisi per ben sei anni.

In una delle sue notti di fervente preghiera, gli apparve la Vergine che, consegnandogli uno scapolare, gli disse con dolcezza: “Figlio, prendi il segnale del mio amore”.

S. Simone, per soddisfare il desiderio della Regina del Cielo, con grande zelo propagò questa devozione, che si estese rapidamente ed è da secoli molto venerata anche a Viterbo.

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