Il 2 gennaio 1991 ci lasciava un “gigante” di bravura: il piccolo, grande Renato Rascel

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Un piccolo, grande artista eclettico e geniale, dalla comicità travolgente e mai volgare, ci lasciava il 2 gennaio del 1991: Renato Rascel.

Nato a Torino per caso il 27 aprile del 1912, ma romano de Roma di famiglia e di tradizioni, Renato Ranucci (in arte Rascel) è stato attore, ballerino, comico e cantante. Dopo una lunga gavetta nel teatro di rivista, divenne “un gigante” di bravura in teatro (nelle commedie musicali), al cinema e in televisione, anche come cantante, ottenendo un grande successo discografico.

I suoi genitori erano cantanti d’operetta. Fin da piccolo, quindi, si ritrovò a calcare i palcoscenici di compagnie teatrali, e faceva parte del coro di voci bianche allestito dal compositore don Lorenzo Perosi.
La sua simpatia era travolgente; i suoi modi conquistavano tutti; la sua personalità emergeva, anche per le doti umane. Un artista eclettico dotato di una bravura e di una semplicità fuori dal comune.

Sapeva suonare la batteria, ballare il tip-tap, cantare e far ridere.
Nel 1934 venne notato dagli Schwartz e debuttò, come Sigismondo, in “Al Cavallino bianco”. Quanti successi in seguito! Nel 1952, diede vita a uno spettacolo che ottrnne un clamoroso successo e che lo confermò una volta di più beniamino del pubblico: “Attanasio cavallo vanesio”, a cui fece seguito “Alvaro piuttosto corsaro” altro successo travolgente. Sono spettacoli che vanno in scena in un’Italia segnata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Elaborò poi sketch e canzoni che sono autentici capolavori del genere della Rivista, in compagnia di amici artisti.

Da Tobia la candida spia” (testi di Garinei e Giovannini), a “Un paio d’ali” e, nel 1961, “Enrico” studiato con i soliti fidati autori.
Per quanto riguarda il cinema, l’attività di Rascel prese il via nel 1942 con “Pazzo d’amore” e poi tanti film di successo. Interpretò anche il cieco Bartimeo, con una profonda intensità drammatica, nel “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli, rimasto nella memoria di molti, commovente, ma mai patetico.

Tra le sue canzoni “Arrivederci Roma”, “Romantica”, “Te voglio bene tanto tanto”, “E’ arrivata la bufera” . Successo anche alla radio.

Grazie al piccolo grande artista di un’ Italia che non c’è più.

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