Il 31 maggio si rinnoverà il culto per la Madonna Santissima Liberatrice, con una processione “ristretta”

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Anche quest’anno si rispetterà la tradizione e si rinnoverà il culto: il 31 maggio, alla sola presenza delle autorità civili e religiose, secondo le norme anti- Covid-19, sarà portata in processione la Santissima Madonna Liberatrice.

Intorno alla metà del XIII secolo, negli anni in cui papa Alessandro IV stava procedendo alla grande riforma dell’Ordine Agostiniano, furono eretti, vicino a Viterbo, un cenobio ed una piccola chiesa, consacrati nel 1258.
Nella chiesa in seguito, nel 1319, fu realizzata una cappella dedicata a Sant’Anna, decorata da affreschi tra i quali quello della Madonna in trono col Bambino in grembo che tiene un uccellino.

Quest’ultima, con il titolo di Madonna Liberatrice, divenne, nella Chiesa della Trinità, il punto centrale della devozione mariana in seguito al miracolo operato nella notte del lunedì di Pentecoste del 1320 quando, come racconta Feliciano Bussi nella sua Istoria di Viterbo, “…ingombrarono ad un tratto la Città nuvole sì tenebrose, udironsi tuoni sì formidabili, caddero fulmini sì frequenti, soffiarono venti così gogliardi, scesero pioggie sì vaste ed impetuose, crollarono la terra tremuoti così terribili, e si sentivano per l’aria gridi, e stridori sì spaventevoli che facevano credere evidente il subissamento della Città … I Viterbesi si raccomandavano con immense lacrime a Maria Vergine loro avvocata.

Maria, apparendo nell’aria tutta cinta di splendori a moltissime persone di ogni ordine, alle quali così favellò: Andate alla Chiesa della Santissima Trinità, ed ivi ritroverete alla sinistra della cappella di S. Anna una immagine, che è il mio ritratto, e avanti a quello supplichevolmente invocatemi.”

I demoni, che sembravano avessero invaso Viterbo, dopo le suppliche e la voce di Maria, si gettarono al Bullicame.

La Madonna Liberatrice assunse fin da allora la funzione di protettrice civica dell’intera comunità viterbese: al miracolo di fondazione seguì poi la pacificazione delle diverse fazioni cittadine.
Il cardinale Egidio da Viterbo organizzò nel 1503 la processione pacificatrice dei fanciulli vestiti di bianco; nel 1577ci fu la liberazione dal flagello delle cavallette, cui seguì, nel 1641 e nel 1703, la preservazione dalla prima guerra di Castro e da un forte terremoto.

Nel 1715 la venerata immagine ricevette dal Capitolo Vaticano il privilegio dell’imposizione della corona d’oro asportata, purtroppo, insieme agli ex-voto più preziosi, nel 1798 dalle truppe francesi.

All’indomani della Seconda Guerra Mondiale fu ripristinata l’antica consuetudine, che ancora oggi viene perpetuata, di portare in processione la Madonna, con fede e devozione, sperando nelle sue grazie e nei suoi miracoli.

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