Il bello e il brutto della settimana

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La Mia Città News inaugura oggi una nuova rubrica. Una sorta di diario settimanale per narrare i fatti e gli accadimenti più significativi a livello locale ma non solo.

Una narrazione forse opportuna in tempi in cui le notizie corrono veloci e la memoria tende a rimpiazzarle nel volgere di poche ore. 

Domenica 3 gennaio – La notizia del giorno è stata sicuramente l’arrivo della neve sulla Tuscia. Copiosi fiocchi bianchi bloccano la circolazione sulla Cimina e molti automobilisti restano intrappolati.

Lunedì 4 gennaio – In vista della riapertura delle scuole, prevista il 7 gennaio, si avvia la campagna di screening sugli studenti di medie e superiori a Viterbo. A fare scalpore, suscitando rabbia e indignazione, ci pensa l’idea della sindaca capitolina Raggi che, per risolvere i problemi dei campi rom sul suo territorio, pensa di scaricarli nel Viterbese come già sta facendo con i rifiuti di Roma.

Martedì 5 gennaio – Scoppia il caso delle scorie nucleari. Su 67 siti ritenuti idonei in tutta Italia sono ben 22 quelli individuati e tutti nella provincia di Viterbo. Immediata la levata di scudi di Provincia e Comuni, più cerchiobottista la reazione della Regione con l’assessore Alessandri che dichiara “Bene l’impegno del Governo, ma Lazio indisponibile”. Per quanto riguarda la riapertura degli istituti superiori si inizia a parlare di un possibile slittamento all’11 gennaio.

Mercoledì 6 gennaio – Si moltiplicano le voci contrarie all’ipotesi del deposito unico per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi nella Tuscia, territorio già oberato da servitù di vario genere.

Il giorno dell’Epifania, quest’anno celebrata in sordina causa Covid, è anche il momento clou della Lotteria Italia che regala a un fortunato viterbese un premio da 25mila euro. Un inizio di anno davvero beneaugurante per il possessore del tagliando.

Giovedì 7 gennaio – Torna a suonare la campanella per alunni e studenti delle scuole materne, elementari e medie.

Pausa dalla clausura coatta, oggi e domani, con possibilità di tornare a sedersi nei bar e nei ristoranti ma fino alle ore 18 e negozi aperti, non solo quelli di prima necessità.

A livello internazionale accade l’incredibile nella patria della democrazia. Negli Stati Uniti d’America sostenitori del presidente Trump, convinti che la vittoria elettorale di Biden sia frutto di brogli, assaltano e invadono armi alla mano Capitol Hill dove il Congresso sta certificando proprio la conquista della Casa Bianca da parte del democratico Biden. Cinque i morti negli scontri e una ferita difficile da sanare in termini di unità ma anche per l’immagine degli Usa nel resto del mondo.

Venerdì 8 gennaio – Aumenta la rabbia dei ristoratori per la ‘strategia’ fortemente penalizzante attuata dal Governo. Senza ristori ma viene loro permesso di tenere aperta l’attività fino alle ore 18, nei giorni arancioni. Una concessione che ha il sapore della beffa. Da tempo il M.I.O Italia – Movimento Imprese Ospitalità – sta portando avanti una battaglia senza esclusione di colpi e lunedì 11 gennaio presenterà in Procura un esposto contro i virologi. E oggi Massimo Meli, titolare del ristorante “Lo Scorfano della Pentolaccia, attua una singolare protesta: offrirà il pranzo a 35 persone dichiarando “Domenica a pranzo aprirò. Mi arrestassero, non ci sto ad aspettare che mi stacchino la spina”.

E’ anche il giorno del sit-in di protesta, organizzato dalle sigle sindacali degli operatori sanitari, davanti alla Cittadella della salute per denunciare pericolose lacune in materia di tutela dei lavoratori da parte dell’azienda sanitaria.

Nel pomeriggio sempre presso la Cittadella della salute si tiene l’incontro del comitato ristretto dei sindaci della sanità per fare il punto sull’andamento della curva epidemiologica dopo le recenti festività natalizie.

In tema di istituti secondari, la prevista riapertura – in presenza al 50% – lunedì prossimo slitta al 18 gennaio. Differimento espresso sia con ordinanza del sindaco Arena che della Regione.

Sabato 9 gennaio – In chiusura focus sulla situazione della pandemia. Ieri nel Lazio sono state oltre 60mila le vaccinazioni eseguite, 3000 nella Tuscia. Tra chi ha ricevuto il vaccino nella nostra provincia anche una nonna di 105 anni, residente in casa di riposo di Celleno. Contagi in diminuzione ma purtroppo aumentano i contagi.

Appuntamento alla prossima settimana con l’auspicio che le buone notizie quantomeno pareggino il conto con quelle meno positive.

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