"Lasciate stare la droga, ci sono tante cose belle nella vita!"

Il cantante MammoRappo: “Ai giovani dico: mollate il telefono e parlate con i nonni”

L'intervista al cantante viterbese doc MammoRappo

Il rapper viterbese Mammorappo

Negli ultimi tempi si parla molto della percezione che le giovani generazioni hanno di Viterbo. C’è chi la definisce una “città morta”, chi va alla ricerca di divertimento e serate in altre località, chi nonostante i “difetti” la ama e non vorrebbe mai abbandonarla.

Che messaggio vogliamo lanciare oggi ai giovani viterbesi? Come fare per far riscoprire la città ai ragazzi in tutta la sua bellezza e infinite potenzialità? Lo abbiamo chiesto al cantante MammoRappo, un viterbese “doc” che oggi sente di parlare alle nuove generazioni.

Sei un artista conosciuto e apprezzato da tutti a Viterbo. Che cosa diresti ai ragazzi che oggi lamentano di vivere in una città “morta”, in cui non ci si diverte?

“Dico ai giovani di divertirsi e di portare avanti le tradizioni, sempre. Di tenere alto il nome della ‘viterbesità’. Di usare il dialetto, che è una ricchezza. Non bisogna parlare sempre male della città, perché così ci si dà la zappa sui piedi da soli. I ragazzi devono mantenere la capacità di divertirsi, che – una volta conquistata – nessuno può toglierci”.

Cosa è cambiato negli ultimi anni a Viterbo e in particolare nella mentalità dei giovani?

“Sicuramente è cambiato il modo di fare delle persone. Ho notato che i giovani di oggi stanno sempre con lo smartphone in mano e non socializzano, non si godono i momenti. Io dico loro: mollate il telefono e parlate con i nonni, che possono insegnare tanto. Io ancora adesso, quando parlo con mia nonna rimango assorto, colpito. Ai loro tempi non c’erano le stesse cose di oggi, ma avevano una grande capacità di apprezzare e godere delle piccole cose. Lo stesso che dovremmo imparare a fare noi oggi”.

Molti ragazzi affermano di spostarsi verso altre mete in cerca di divertimento e serate. Cosa si potrebbe fare per cambiare le cose e far loro riscoprire Viterbo e il suo centro storico?

“Il discorso sul centro storico è ricorrente, ogni anno se ne parla. Io credo che i problemi siano dovuti al fatto che le amministrazioni non hanno mai saputo del tutto prendere in mano la situazione e cambiare le cose, nel nome del rispetto di Viterbo e dei suoi abitanti. Basta pensare alle campagne di promozione che stanno portando avanti i paesi vicini: Bagnoregio, Vitorchiano, Celleno. Noi invece siamo fermi”.

Giorni fa abbiamo parlato con il dottor Stefano Scatena dell’aumento del consumo di droga, a Viterbo, in particolare eroina e cocaina. Che messaggio daresti ai ragazzi su questo tema?

“Giovani, date retta: le droghe bruciano il cervello e ti trasformano in un’altra persona, lasciatele stare. Ci sono tante cose belle nella vita. Ragazzi, per esempio, pensate a come conquistare la ragazza che vi piace. Per le donne, invece: la droga vi fa brutte e voi dovete mantenervi sempre belle, dato che senza di voi nulla avrebbe senso. Per chi se lo chiedesse poi, io non uso né droghe né alcool. So ‘gojo’ già di mio!”.

A quando la prossima canzone?

“Avevo previsto di far uscire il mio cd entro Natale, spero di riuscirci. Ho anche una nuova canzone, ‘Galliana’. Con questa sono andato fuori dai miei standard, perché è una canzone d’amore. Ci sono sempre le ‘gojerie’ di mezzo, eh, ma dette con dolcezza. Sono passato dai ritmi contemporanei (reggaeton) al pianoforte, ho voluto cambiare, e se posso farlo è perché devo tutto alla città in cui vivo. La mia forza non deriva da me, ma dall’ambiente che ho intorno e da tutti i viterbesi che mi hanno conosciuto e apprezzato. E per questo non posso far altro che dire: grazie Viterbo!”

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