Il “Caso Giannini” al centro della bufera: “Un’uscita infelice, quella su Piazzale Loreto”

Il post su Facebook del segretario del Pd Stefano Giannini è stato al centro dell’attivo del partito convocato ieri pomeriggio

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giannini pd civitavecchia
Il segretario del PD di Civitavecchia, Stefano Giannini

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Il post su Facebook del segretario del Pd Stefano Giannini è stato al centro dell’attivo del partito convocato ieri pomeriggio per dibattere sul voto di fiducia al governo al quale i dem guardano con rinnovata speranza ed ottimismo per il futuro. “Nel sottolineare che la violenza, fisica o verbale che sia, non corrisponde ai sentimenti degli iscritti né tantomeno al mio stesso sentire – ha spiegato Giannini – ho voluto ribadire che un’uscita infelice, dettata da una reazione emotiva avuta a fronte di foto e testimonianze inneggianti al fascismo da parte di manifestanti di centro destra davanti al Parlamento, non coinvolge in alcun modo i valori e le convinzioni del popolo democratico, valori costituzionali ai quali intendo attenermi con assoluto rigore e coerenza. In un momento storico e politico in cui viviamo la forte esigenza di continuare la battaglia contro ogni forma di autoritarismo, non prestando il fianco a chi oggi tenta di legittimare atteggiamenti sconfitti dalla storia di questo paese – ha concluso il segretario – è necessario che prevalga un clima di civiltà e civile convivenza, che superi e sconfigga ogni manifestazione di intolleranza e di odio sociale”.

Non si spengono comunque le polemiche politiche sulla vicenda con le consigliere comunali di Fratelli d’Italia Simona Galizia e Roberta Morbidelli che hanno puntato il dito contro il segretario del Pd. “Caduta la maschera che gli hanno calato dall’alto con un comunicato di scuse – hanno sottolineato – ha stracciato i buoni propositi e in poche ore ha attaccato a testa bassa il Sindaco, del quale la città si è talmente inorridita da eleggerlo con 14.700 preferenze, a fronte delle 336 (nonostante l’appoggio totale di Zingaretti) raccolte dal novello segretario. Tutto ciò mentre rimbombano in tutta Italia gli echi della figura, della quale non evochiamo la sostanza, che ha fatto fare al suo partito questo segretario di provincia, protagonista di un ributtante show a base di fake news e di campagne d’odio proprio mentre il nuovo governo si dava un battesimo a base di parole di mitezza e di lessico più rispettoso. Nulla da dire a costui, che ha chiaramente perso in meno di una settimana quel minimo di credibilità che qualsiasi forza politica dovrebbe avere nei propri dirigenti. Con un interlocutore del genere c’è assai poco da dire. Se il Pd vuole tuttavia rimuovere l’imbarazzo di un simile analfabeta istituzionale, potrebbe fare un inatteso regalo alla città. E anche a se stesso”.

Critica anche Forza Italia che ha parlato di un intervento “violento, sconclusionato e imbarazzante” esprimento solidarietà “al sindaco Ernesto Tedesco, alla Lega, ma anche ad alcuni consiglieri del Pd. Li conosciamo infatti come persone che hanno delle idee – hanno spiegato – ma anche dei valori che non prevedono scorrettezze come le fake news o la violenza verbale. E invece non solo si ritrovano come alleati di governo i grillini, senza alcuna coerenza e pieni solo del livore del “vaffa”, ma si ritrovano pure un segretario così. Crediamo che dovranno ingoiare tanti bocconi amari per poter magari ambire a qualche nomina nazionale (col rischio di doversi cibare come sottosegretario qualcuno contro il quale hanno democraticamente combattuto per cinque anni), almeno si tolgano dall’imbarazzo di essere guidati da un segretario che nessuno – hanno concluso – è ormai disposto a considerare un interlocutore serio. Persino Zingaretti se ne farà una ragione”.

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