Il centrodestra viterbese? C’ era una volta, ora non c’è più

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Non lo diciamo noi, lo dicono le cronache politiche giorno dopo giorno, mentre il termine per la presentazione delle liste si avvicina a lunghi passi. A Viterbo, dunque, il centrodestra non esiste più. È imploso, si è dissolto, liquefatto. Le sistematiche, spesso incomprensibili, baruffe che hanno contrassegnato l’era di Arena sindaco hanno lasciato un segno indelebile.

Non ci sono più quattro partiti alleati, ci sono quattro partiti l’un contro l’altro armati. Triste parabola, davvero, che gli elettori non potranno non considerare con severità. L’ex-coalizione non è riuscita ad esprimere un candidato sindaco unitario, è andata in pezzi irreparabilmente.

giovanni masotti
Il Direttore Giovanni Masotti

I meloniani di Fratelli d’ Italia sono stati i primi a sfilarsi. Una fuga in avanti almeno coerente, con Laura Allegrini che corre solitaria. Le altre forze dell’ ex-alleanza non parlano, balbettano. E si accingono – da quello che sembra nelle ultime ore di questo gioco al ribasso – a spingere candidati di bandiera: Ubertini per la Lega, Marini per Forza Italia, Santucci per Fondazione. Con una insidiosa tentazione per i leghisti e per la componente “romoliana” o “moderata” dei forzisti: strizzare l’ occhio al Pd attraverso l’ appoggio – al ballottaggio o già al primo turno – alla prescelta della sinistra, l’assessore regionale Alessandra Troncarelli. Scelta possibile, forse probabile, che segnerebbe la fine ingloriosa del centrodestra a Viterbo e la bizzarra scopiazzatura a livello locale della “maggioranza Draghi”.

Tornando indietro di una manciata di mesi sarebbe stato impossibile predire un futuro così amaro e al limite della decenza. Scelta che non può essere compresa dal cittadino elettore e spalanca ancora di più le porte ai movimenti civici, in testa “Viterbo 2020” e la sua giovane leader Chiara Frontini, in campagna elettorale già da due mesi buoni. Situazione surreale in una città che, sulla carta, ha sempre contato su un centrodestra forte di migliaia e migliaia di consensi e quasi sempre maggioritario.

Ma, signori, così è se vi pare.

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